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Cattedrale, cresima negata al figlio del boss Giuseppe Graviano

Il ragazzo di 17 anni avrebbe dovuto ricevere il sacramento insieme ai suoi compagni. E invece dovrà posticipare la data e trovare un'altra chiesa. L'indicazione al Cei è arrivata direttamente dal cardinale Romeo, che avrebbe voluto evitare scandali mediatici

Negata la cresima in cattedrale al figlio del boss di Brancaccio. Al centro della storia un ragazzo di 17 anni, alunno del Cei e discendente diretto di Giuseppe Graviano. Della sua classe sarà l'unico a non ricevere il sacramento, così come indicato dal cardinale Paolo Romeo. Il ragazzo dovrà posticipare la celebrazione ad un altro giorno, in un'altra chiesa, non in quella dove sono custodite le spoglie di don Pino Puglisi. Per il Cei quello è "un ragazzo come tutti gli altri", ma quel cognome pesa sulla sua testa come un macigno.

A fare notare la circostanza, si legge su Repubblica Palermo, sarebbe stato un prete-professore dell'istituto. La sua preoccupazione avrebbe riguardato il potenziale scandalo mediatico che sarebbe scoppiato se il figlio del boss, condannato per aver voluto la morte del di Don Pino Puglisi, avesse ricevuto il sacramento proprio in cattedrale. Dopo aver appreso la notizia, il giovane è tornato a casa per raccontare il tutto alla madre Rosalia, la quale ha cercato di convincere i vertici del Cei a rivedere la propria posizione.

Il cardinale Romeo, probabilmente, ha voluto evitare il ripetersi delle polemiche che avevano colpito la curia palermitana in occasione del matrimonio della nipote del superboss Matteo Messina Denaro, celebrato lo scorso settembre nella Cappella Palatina. Il ragazzo, nato in provetta, non avrebbe mai avuto contatti con il padre Giuseppe, detenuto dal 1994 al 41 bis per le stragi del 92'-93' e per l'omicidio di Puglisi.

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