Cronaca

Una catena umana per la legalità Minuto di silenzio anche per Melissa

Un lungo serpentone di giovani e meno giovani ha cinto ieri il palazzo di giustizia di Palermo per formare una catena umana cui hanno partecipato anche diversi magistrati fra cui il pm Nino Di Matteo

Una catena umana per ricordare il sacrificio di Giovanni Falcone e un minuto di silenzio per anche Melissa Bassi, la giovane vittima dell'attentato di Brindisi. Un lungo serpentone di giovani e meno giovani ha cinto ieri il palazzo di giustizia di Palermo per formare una catena umana cui hanno partecipato anche i magistrati Giancarlo Caselli, Antonio Ingroia, Nino Di Matteo, Leonardo Guarnotta, Vittorio Teresi. “La vostra attenzione e solidarietà - ha detto il pm Nino Di Matteo, rivolgendosi così alla folla che compone la catena umana intorno al tribunale di Palermo –  è lo stimolo più forte per fare un salto di qualità nella lotta alla mafia, ma ancora non è stato fatto abbastanza per rompere i legami tra mafia, economia e politica".

"Ci sono due Italie - ha detto Ingroia - quella che non si piega, che ha coraggio e quella che ha paura della verità e che non sta solo a Palermo, sta nei palazzi romani e non". "Ci insegnano che magistrato onesto è quello che assolve anche se chiede la condanna e viceversa, ed è giusto sia cosi - ha detto Caselli - ma questa è una piazza che rifiuta il compromesso e che i magistrati devono stare a sentire". "Voi rappresentate la parte sana della società civile - ha detto Guarnotta ai numerosi cittadini intorno - questa strada che porta da Palermo a Roma è lastricata di buone intenzioni, ma chissà perché nel suo percorso perde promesse e buone intenzioni". Tra il pubblico è arrivato anche il neosindaco Leoluca Orlando. "Bisogna combattere le mafie tutti i giorni - ha detto - non un giorno soltanto". La manifestazione proseguirà con uno spettacolo a piazza Magione. (ANSA)

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