Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca Tribunali-Castellammare / Piazzetta dei Bianchi

Cassonetti davanti al monumento Sconfitta per l'Oratorio dei Bianchi

Tornano dopo anni i contenitori ai piedi dell'edificio cinquecentesco della Kalsa. Gli incivili vincono la battaglia con la cultura. E in piazza Magione i bidoni non evitano l'accumulo di rifiuti

Cassonetti davanti all'Oratorio dei Bianchi

Una fila di cassonetti nuovi di zecca a disposizione di chi vive nel cuore della Kalsa. Sarebbe una bella notizia, ma in realtà non lo è. Perché l’Amia dopo una battaglia con i residenti che dura da una decina d’anni, si arrende nuovamente e rimette i contenitori davanti all’oratorio dei Bianchi, edificio cinquecentesco ristrutturato da poco. L’azienda per l’igiene ambientale per evitare che si formi la consueta discarica davanti al monumento, preferisce che i rifiuti vengano gettati nei bidoni. Una vittoria per chi non vuole allontanarsi più di tanto per liberarsi della spazzatura, un’altra sconfitta per il patrimonio artistico di Palermo.

La partita inizia nel 2003. Molti residenti sensibili ai gioielli architettonici della città chiedono lo spostamento dei cassonetti considerati troppo vicini all’oratorio. L’Amia trova una soluzione parziale, ritaglia il marciapiede che si trova di fronte al monumento, a due passi dallo Spasimo, e piazza lì i cassonetti. Parte un valzer infinito, con i bidoni che vengono spostati da un lato all’altro della strada, a seconda delle esigenze. Un bel giorno, l’Amia  opta per la decisione drastica e porta via i contenitori. Ovviamente, però, in tanti se ne fregano e continuano a depositare sacchetti e rifiuti ingombranti proprio ai piedi dell’oratorio. L’ex municipalizzata monta un cartello con il quale invita i cittadini a non sporcare l’area. Non basta. Nei giorni in cui l’Amia va in difficoltà per agitazioni dei netturbini o per guasti ai mezzi la discarica prende consistenza.

Com’è successo fino a poche settimane fa con l’ultimo sciopero degli operatori ecologici. Oggi davanti al monumento c’erano otto cassonetti, puliti e vuoti. E non è detto che si evitino gli scempi. Basta guardare dietro i contenitori e già c’è la carcassa di un motorino. Oppure basta fare pochi passi e arrivare in piazza Magione. C’è una fila di cassonetti e anche qui si vede che sono stati svuotati da poco. Ma dietro c’è un tappeto di bottiglie di vetro, un materasso e pezzi di arredi lasciati lì. A marcire, a due passi da uno dei prati più suggestivi della città.
 

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