Chiuso il casolare dove fu ucciso Peppino, Impastato: "Azione criminale"

La Regione ha firmato l'atto di avvio del procedimento per far diventare il casolare "luogo di interesse culturale", ma a distanza di un anno tutto è fermo. Rilanciata la petizione per farne un luogo di memoria. Il fratello: "Intervenga la magistratura"

Il casolare dove fu ucciso Peppino Impastato

Il casolare dove il 9 maggio '78, a Cinisi, fu ucciso Peppino Impastato è chiuso da circa un mese. Non sarà quindi possibile visitarlo tra due giorni, in occasione del 37 anniversario dell'assassinio del militante morto per essersi ribellato alla mafia, da lui definita "una montagna di merda". Esattamente un anno fa la Giunta regionale siciliana ha firmato l'atto di avvio del procedimento per far diventare il casolare dove fu ucciso Peppino Impastato "luogo di interesse culturale" e "monumento della legalità".

Due giorni dopo Rosario Crocetta si è recato a Cinisi e insieme a Giovanni Impastato, fratello di Peppino ha visitato il luogo e in quella occasione ha dichiarato: "E' un modo per affermare non solo l'importanza della memoria - ha affermato in quella occasione il Governatore - ma anche la necessità di predisporre un progetto di valorizzazione del sito, che possa favorire la crescita della coscienza civile delle nuove generazioni e dei cittadini". Il casolare infatti da anni è stato abbandonato al degrado e più volte Giovanni Impastato ha posto l'accento su questo.

"Voglio ringraziare tutti coloro che ci hanno sostenuti in questa battaglia  - la risposta di Giovanni Impastato - e condividere con tutti la soddisfazione di questo riconoscimento della Regione Sicilia, che si aggiunge anche al provvedimento del Tribunale che ha confiscato il casolare di Badalamenti. La notizia ci ha dato grande soddisfazione". 

Alla vigilia del 9 maggio 2015 nulla però è cambiato. Il casolare, di proprietà di un privato, non è stato ancora espropriato. Da qui la decisione della Rete 100 Passi di rinnovare l'appello a condividere e far girare la petizione lanciata ben 2 anni fa su Change.org che conta già 82.304 sostenitori: "Dobbiamo convincere il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, a espropriare quanto prima il casolare per renderlo alla collettività e farne un luogo di memoria. Lo dobbiamo a Peppino e alla sua battaglia civile, combattuta a caro prezzo con grande forza e coraggio". La grande soddisfazione provata un anno fa da Giovanni Impastato si è trasformata in una grandissima delusione oggi.

"E' una vergogna, un'offesa alla memoria. Quelle del proprietario del bene e della Regione che non ha portato a termine l'esproprio sono azioni criminali", tuona Impastato. "Che facciamo cancelliamo la memoria?", continua. "Quest'anno i tantissimi visitatori che arriveranno da ogni luogo per ricordare Peppino troveranno il cancello del casolare chiuso. Il proprietario ci porta le mucche a pascolare. La magistratura e i carabinieri dovrebbero intervenire perchè c'è un decreto di esproprio del tribunale", prosegue. "Si deve risolvere il problema il più presto possibile; il casolare deve tornare alla collettività", conclude Impastato.

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