Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Cinisi

Cinisi, casolare confiscato non tornerà ai Badalamenti: le chiavi alla nipote di Peppino Impastato

Il bene sarà intitolato a Felicia Bartolotta, la mamma del militante che proprio Don Tano ha fatto assassinare. Il sindaco Palazzolo: "Voglio onorare una donna che ha sofferto le ingiustizie della mafia e il ritardo della legge"

Il casolare confiscato a Don Tano in contrada Napoli, a Cinisi, non tornerà alla famiglia Badalamenti, almeno per ora. Questa mattina il Comune, il Gal Golfo di Castellammare e Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato hanno firmato un accordo di collaborazione per l’utilizzo dell'immobile, ristrutturato con fondi europei, e finito agli onori della cronaca questa estate quando Leonardo Badalamenti, figlio secondogenito del boss, ha provato a riprenderselo. Il sindaco Giangiacomo Palazzolo ha consegnato la chiave del bene a Luisa Impastato, nipote di Peppino e presidente dell'associazione che lo gestirà per dieci anni.

"Vogliamo impegnarci affinché questo bene - affermano Luisa e Giovanni Impastato - possa finalmente essere fruito dalla collettività e, soprattutto, non ritorni ad essere proprietà di Leonardo Badalamenti, figlio di Don Tano, che non solo non ha rinnegato le scelte del padre, ma le ha perpetrate. Se il caseggiato tornasse a Leonardo Badalamenti sarebbe una sconfitta per tutti: per Cinisi che merita il suo totale riscatto, per quelle persone che hanno dato la propria vita lottando contro la mafia e per i tanti giovani che vogliono credere nella giustizia e nella democrazia. Per questo abbiamo accettato la proposta del sindaco di Cinisi e del Gal, l’obiettivo è che questo immobile possa essere utile allo sviluppo del territorio e della comunità, far parte dei percorsi di memoria e impegno, e divenire un luogo in cui riflettere sul tema del contrasto alle mafie e dello sviluppo di una cultura alternativa fondata sulla libertà e la giustizia sociale". 

Lo scorso agosto Badalamenti jr è stato arrestato dalla Dia con un mandato di cattura internazionale del 2017 per associazione criminale finalizzata al traffico di stupefacenti e falsità ideologica. Qualche giorno prima era finito sui giornali per una querelle con il sindaco di Cinisi. Oggetto del contendere era stato proprio il casolare. Leonardo Badalamenti avrebbe cercato di riappropriarsene in virtù di un provvedimento di revoca della confisca emesso dalla Corte d’assise. Dopo il rifiuto del sindaco di consegnargli le chiavi del bene, Leonardo Badalamenti lo avrebbe denunciato. "Sono indagato - spiega il sindaco Palazzolo a PalermoToday - per violazione dell'ordine dell'autorità giudiziaria". L'immobile, con relativo terreno, che era un rudere al momento della confisca, assegnato nel 2010 al comune di Cinisi fu poi ristrutturato con un finanziameno europeo ottenuto dal Gal Golfo di Castellammare. Ora la gestione passerà a Casa Memoria Impastato e l'immobile sarà intitolato a Felicia Bartolotta, la mamma del militante che proprio Don Tano ha fatto assassinare.

"Ho chiesto alla famiglia Impastato - dichiara il primo cittadino - di chiamare il casolare Casa Felicia in onore di una donna che ha sofferto le ingiustizie della mafia e il ritardo della Legge. Da una denotazione negativa 'ex casolare Badalamenti" si passa ad una denominazione positiva 'Casa Felicia', che  vuole guardare al futuro di Cinisi. Finalmente - conclude Palazzolo - il bene è nelle mani giuste". "Abbiamo accolto con emozione e commozione - commenta Luisa Impastato - la proposta del sindaco di intitolare il casolare a mia nonna, onorandone la memoria. Penso che questo possa essere un ulteriore elemento di riscatto anche della sua storia".

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