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Mukhtar Ablyazov

Mukhtar Ablyazov

Caso Shalabayeva, interrogazione del M5S: "Occorre chiarire il ruolo di Mukhtar Ablyazov"

Nell'atto, primo firmatario la deputata Caterina Licatini, viene chiesto ai ministri dell'Interno, della Giustizia e degli Esteri "se il governo disponga di elementi circa la dinamica che ha consentito al dissidente kazako di eludere l'arresto da parte delle autorità italiane"

Occorre chiarire "se, quando Mukhtar Ablyazov ha soggiornato sul territorio italiano nel 2013, avesse titolo per farlo; se il governo disponga di elementi, per quanto di competenza, circa la dinamica che gli ha consentito di eludere l'arresto da parte delle autorità italiane; se risultino al governo richieste di congelamento o confisca, sul territorio italiano, di beni a lui riconducibili anche tramite intestazioni fittizie, nonché quante condanne risultino attualmente a suo carico".

Lo chiede un'interrogazione ai ministri dell'Interno, della Giustizia e degli Esteri presentata da deputati dl Movimento 5 stelle, a prima firma Caterina Licatini. Nel documento si ricorda che "Mukhtar Ablyazov nel 2013 è stato descritto mediaticamente come dissidente kazako e rifugiato politico in fuga da un regime dittatoriale; il 27 maggio 2013, tre giorni prima dell'espulsione della moglie" Alma Shalabayeva "dall'Italia, era pervenuta a tutte le sezioni Interpol del mondo una nota, che segnalava una red notice a suo carico (persona da ricercare perché colpita da provvedimenti giudiziari emessi da un Paese membro dell'organismo internazionale Interpol) per truffe, reati fiscali e altri delitti della stessa natura; Ablyazov era dunque considerato dall'Interpol un latitante, accusato di bancarotta fraudolenta e di appropriazione indebita per circa 6 miliardi di dollari".

L'interrogazione ricorda che per l'espulsione di Alma Shalabayeva c'è stata la condanna di "un giudice di pace e sei poliziotti, tra cui uomini al servizio dello Stato da una vita" come "Maurizio Improta, ex dirigente dell'ufficio Immigrazione, e Renato Cortese, ex capo della Squadra mobile di Roma, nonché ex questore di Palermo, passato alla storia della lotta antimafia per la cattura, dopo una latitanza durata decenni, del boss mafioso Provenzano e di altri pericolosi latitanti 'ndranghetisti". Quindi "i poliziotti italiani condannati sono obbligati a risarcire i danni morali anche al milionario Ablyazov".

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