Caso di Coronavirus ad Almaviva, chiude la sede: diversi lavoratori in isolamento

Positiva un'operatrice del servizio 1500, numero dedicato proprio all'emergenza Covid-19. I colleghi che hanno avuto contatti, rintracciati dall'Asp, sono in attesa del tampone. L'azienda ha annunciato che "con la necessaria collaborazione dei committenti, si passerà in modalità di lavoro remotizzato"

Sospesa da oggi l'attività del call center Almaviva, dove c'è un sospetto caso di Coronavirus. Nel primo pomeriggio l'azienda ha reso noto, con una comunicazione interna, che entro oggi si sospenderà l'attività del centro e "contestualmente, con la necessaria collaborazione dei committenti, al passaggio in modalità di lavoro remotizzato". Intanto i colleghi che sono stati a contatto con la lavoratrice, anche nei giorni dedicati alla formazione, sono stati chiamati dall'Asp, sono in quarantena e saranno sottoposti a tampone. Contestualmente si stanno ricostruendo i contati che può avere avuto anche con altri operatori.

L'allarme nell'open space di via Corodova è scattato ieri pomeriggio, quando la stessa direzione aziendale ha diffuso la notizia di un caso "sospetto riguardante una lavoratrice che opera nel servizio 1500, numero attivato recentemente per rispondere alle domande dei cittadini sul Covid-19".  "La lavoratrice - avevano precisato i vertici del colosso del call center  -  risulta assente dal servizio da qualche giorno Almaviva -. L'azienda ha immediatamente contattato le autorità sanitarie competenti per le corrette indicazioni sulle azioni e l'adozione delle azioni prescritte. Inoltre l'azienda, in via d'urgenza ha già attivato un intervento straordinario di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro da realizzare entro oggi".

Coronavirus, un sospetto caso di positività scuote Almaviva

"A seguito delle precedenti comunicazioni, nella consapevolezza di garantire puntuale e trasparente aggiornamento sull'evoluzione della situazione, Almaviva Contact - si legge nella comunicazione di oggi  - ribadisce che, venuta a conoscenza nel pomeriggio di ieri (notizia non pervenuta dal presidio sanitario) di un possibile caso di Covid-19, presuntivamente riferito a persona assente dal servizio dal 5 marzo scorso, ha immediatamente attivato le procedure di avviso verso le autorità sanitarie competenti ed il numero per l'emergenza per il Covid-19. In attesa delle richieste e necessarie indicazioni sanitarie, la direzione aziendale ha provveduto in via di massima cautela, e nel corso della notte scorsa, ad un nuovo intervento di pulizia e sanificazione dei locali e degli strumenti aziendali secondo quanto previsto dal ministero della Salute".

E ancora: "in base alle successive indicazioni dell'autorità sanitaria ricevute questa mattina, l'azienda ha trasmesso il riscontro dell'intervento eseguito e sta assicurando piena collaborazione alla più tempestiva conclusione dell'indagine epidemiologica in corso, finalizzate alla adozione delle misure necessarie ed opportune da parte della autorità sanitaria stessa. Si sottolinea come, fatte salve le misure cautelative assunte dall'avvio della dichiarata fase di emergenza, l'autorità sanitaria sia il solo e corretto soggetto titolato a rendere note informazioni di carattere sanitario, a garanzia di diritti fondamentali. Ferma restando la continuità dell'impegno nell'assicurare puntuale aggiornamento sulle iniziative intraprese e sugli sviluppi attesi, anche ad horas attraverso le rappresentanza dei lavoratori, Almaviva Contact torna a confermare la decisione assunta e comunicata di procedere entro la giornata di oggi alla sospensione dell'attività del centro e contestualmente, con la necessaria collaborazione dei committenti, al passaggio in modalità di lavoro remotizzato".

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Almaviva, in cuffia con il terrore Coronavirus: "Costretti a lavorare senza tutele"

Nonostante le rassicurazioni dell'azienda, la notizia che ha fatto preoccupare gli operatori, che già nei giorni scorsi avevano lanciato l'allarme sulle condizioni di lavoro. "Noi siamo qui, con più turni e più chiamate, ma senza tutele per la nostra salute - avevano detto alcuni operatori a PalermoToday lamentando l'assenza di tutele -  Non è coerente trattarci da esubero quando si tratta di tutele ma darci doveri e responsabilità delle risorse indispensabili. Chiediamo solo di lavorare e di farlo in sicurezza". Parole che oggi sembrano quasi profetiche.

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