menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Pino Maniaci

Pino Maniaci

Caso Maniaci, accolta la richiesta della difesa: il giornalista non sarà processato con i boss

Il direttore di Telejato sarà processato da un giudice monocratico poiché non c'è nessun nesso tra l'accusa a lui rivolta, estorsione semplice, e le accuse contestate agli altri 11 imputati che rispondono, a vario titolo, di associazione mafiosa ed estorsione aggravata

Il processo che riguarda il giornalista Pino Maniaci, accusato di estorsione, è stato stralciato dal resto dell'operazione che coinvolge i mafiosi di Borgetto: il direttore di Telejato sarà processato da un giudice monocratico. Lo ha deciso la seconda sezione del tribunale, presieduta da Benedetto Giaimo, accogliendo la richiesta dei legali Bartolo Parrino e Antonio Ingroia. 

Mentre gli altri 11 imputati al processo rispondono, a vario titolo, di associazione mafiosa ed estorsione aggravata, a Maniaci si contestano episodi di estorsione semplice. Secondo la difesa, dunque non ci sarebbe alcuna connessione con i reati per cui i boss di Borgetto e Partinico sono a giudizio. Ricostruzione condivisa dal tribunale.

Maniaci, per anni volto simbolo dell'antimafia, è finito nella bufera nel maggio 2016 quando i carabinieri hanno messo a segno l'operazione Kelevra con l'arresto di 10 persone a Borgetto. Il nome del giornalista venne fuori mentre i carabinieri indagavano sulle pressioni ricevute dal sindaco di Borgetto. Il direttore dell'emittente di Partinico avrebbe ricevuto somme di denaro e agevolazioni dai sindaci di Partinico e Borgetto per evitare commenti critici sull'operato delle amministrazioni. Poche centinaia di euro - 100, 150 - che sarebbero stati ottenuti con la minaccia. Ma Maniaci, che ha sempre respinto tutte le accuse, è accusato di aver estorto a Salvatore Lo Biundo, primo cittadino di Partinico, anche un’assunzione per l'amante.  

Il giornalista è accusato anche di avere ucciso i suoi cani e di avere fatto passare l'episodio per una minaccia mafiosa nei suoi confronti. Il tribunale ha ammesso, come parti civili al processo, due associazioni animaliste.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PalermoToday è in caricamento