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Matteo Salvini di fianco all'avvocato Giulia Bongiorno

Matteo Salvini di fianco all'avvocato Giulia Bongiorno

Caso Open Arms, chiesto il processo per Salvini: "Ho difeso i confini, sono tranquillo"

Per la Procura non c'è altra strada per chiarire se l'ex ministro, accusato di sequestro di persona e rifiuto di atti d'ufficio, abbia agito in autonomia e se abbia commesso un reato. Il leader della Lega sostiene che la decisione fosse stata condivisa con il resto del Consiglio dei ministri. Udienza rinviata al 17 aprile

L’ex ministro Matteo Salvini in aula ha detto di aver solo "difeso i confini italiani" e di essere pronto ad affrontare il processo "a testa alta". I pm invece lo accusano di sequestro di persona, per aver trattenuto "illecitamente" 147 migranti a bordo della nave dell’ong spagnola, e di rifiuto di atti d’ufficio nell’ambito del procedimento per il caso Open Arms. La Procura di Palermo ha chiesto il processo per il leader della Lega al termine della discussione che si è tenuta oggi all’aula bunker del carcere Ucciardone. "Non vedremmo come in un caso come questo non si possa chiedere il rinvio a giudizio", ha detto il procuratore capo Francesco Lo Voi, che coordina l’inchiesta insieme ai colleghi Marzia Sabella e Geri Ferrara.

A differenza della Procura di Catania, che per il caso Gregoretti ha chiesto il non luogo a procedere, i magistrati palermitani vogliono andare in fondo per chiarire se Matteo Salvini, nell'estate del 2019, abbia agito unicamente sulla scorta della propria volontà. Per Salvini la decisione allora presa sarebbe stato frutto di una "linea condivisa" poi "fatta propria anche dal governo successivo. Ho difeso i confini italiani durante il mio mandato". Durante la discussione in aula, però, il procuratore capo Lo Voi ha fatto citato quanto riferito da Giuseppe Conte, all'epoca presidente del Consiglio dei ministri, nel corso di una deposizione resa a Catania durante l’udienza preliminare del caso Gregoretti.

"Si è espresso in maniera chiarissima - scrive l’Adnkronos riportando le parole di Lo Voi - sul fatto che la responsabilità dell'atto amministrativo di concessione del pos risalisse alla competenza esclusiva del ministro dell'Interno, così come hanno fatto il ministro dell'Interno Lamorgese e gli altri testimoni e il ministro Di Maio, aggiungendo che l'azione amministrativa era in capo al ministro dell'Interno. La mancata concessione del Pos veniva appresa, così dicono i ministri, come Luigi Di Maio, solo successivamente all'adozione della decisione stessa".

"Gli obblighi di diritto internazionale che gravano sullo Stato italiano, dal punto dista normativo, fanno ritenere che sussisteva l'obbligo di salvataggio da parte del comandante della nave e della cooperazione dello Stato italiano. Un provvedimento negativo di accesso avrebbe determinato una violazione alla Convenzione di Ginevra e della convenzione sui rifugiati", ha detto il procuratore Geri Ferrara nel corso della discussione dell'udienza preliminare.

"Sono un italiano felice di aver fatto il suo lavoro, di aver protetto vite, dignità e confini, di aver svegliato l'Europa e se ne devo pagare le conseguenze lo faccio con orgoglio e testa alza. Lascio che siano i giudici a giudicare se un ministro che ha difeso i confini del suo Paese merita 15 anni di carcere o se lo merita qualcuno che ha messo in pericolo la vita di migliaia di persone. Sono l'imputato più tranquillo della faccia della terra". E' stata rinviata al prossimo 17 aprile l'udienza preliminare per Salvini per le conclusioni della difesa dell'ex ministro accusato di sequestro di persona.

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