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La scomparsa dei Maiorana, i reperti trovati non appartengono a padre e figlio

E' quanto emerge dall'analisi dei carabinieri del Ris, che hanno condotto i test su una scarpa e un sacco trovati in pozzo a Villagrazia. Gli impreditori furono visti per l'ultima volta nell'agosto 2007. La difesa di uno degli indagati chiede l'archiviazione dell'indagine per il suo assistito

Non apparterrebbero ad Antonio e Stefano Maiorana, padre e figlio scomparsi nell'agosto del 2007, i reperti trovati dagli investigatori in fondo a un pozzo nelle campagne di Villagrazia. E' quanto emerge dall'analisi dei carabinieri del Ris a cui la Procura ha delegato gli esami sugli oggetti.

I Maiorana furono visti per l'ultima volta nel cantiere di Isola delle Femmine dove stavano costruendo delle villette. La loro auto, una Smart, venne ritrovata nel parcheggio dell'aeroporto di Punta Raisi, ma dalle indagini emerse che i due non avevano prenotato alcun volo. I corpi non sono mai stati trovati. Nei mesi scorsi in un pozzo, sepolti da metri di materiale edile, vennero ritrovati una scarpa e un sacco sporco di tracce rosse. La scarpa però, secondo quanto accertato dagli esperti, sarebbe di una donna mentre il sacco non sarebbe stato in vedita all'epoca dei fatti.

Nelle scorse settimane i pm di Palermo Roberto Tartaglia e Francesco Del Bene hanno notificato un avviso di garanzia, per il reato di omicidio, a due imprenditori: Francesco Paolo Alamia e Giuseppe Di Maggio, Secondo il legale di Alamia, Fabrizio Bellavista: "Alla luce delle analisi del Ris spero che questa politica del sospetto si interrompa e che la procura provveda ad archiviare velocemente l'indagine sul mio cliente. Resta il dispiacere per i familiari dei Maiorana che, dopo anni, attendono ancora di conoscere la verità".

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