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Immobili da abbattere perché abusivi, a Ciaculli è incubo ruspe: "Dove ce ne andiamo?"

Scatta una petizione per il diritto alla casa. Parecchie le costruzioni irregolari nate più di 20 anni fa. I residenti si oppongono alle demolizioni e si appellano al Ddl Falanga: "Il nostro è abusivismo di necessità"

Ben 91 nuove ordinanze di demolizione  e 65 "accertamenti di inottemperanza" dal 2016 pendono sulla testa dei palermitani. E prima o poi si dovrebbero tradurre in nuove demolizioni coattive eseguite dal Comune, se i responsabili degli abusi non provvederanno autonomamente. Per salvare le loro case, bloccare e annullare le acquisizioni e l'abbattimento, due residenti di piazza Croce Verde, a Ciaculli, hanno deciso di lanciare una petizione.

"Non permetteremo che venga leso il diritto alla casa e alla proprietà - afferma a PalermoToday Calogera Naimo - e la petizione è l'unico strumento nelle mani del popolo per far sentire la nostra voce e il nostro malcontento". A portare avanti questa battaglia, insieme a Naimo, è Federico Salvatore. Domenica prossima entrambi scenderanno in piazza per raccogliere le firme. Lo fanno proprio adesso perchè, essendo Palermo vicina alle elezioni, hanno paura che le pressioni arrivate dal Procuratore Roberto Scarpinato che ha invitato i Comuni a combattere l'abusivismo dilagante abbattendo le case possano portare l'amministrazione ad agire molto presto. La petizione vale per tutto il Comune, con possibile estensione alle province e all'intera Regione.

"A Palermo ci sono già 3 mila persone che attendono una casa popolare - continua Naimo -, se ci tolgono le nostre case dove andiamo"? "Sono anni che cerchiamo un dialogo con il Comune che non ci ascolta - prosegue la residente -. Le nostre case non sono a ridosso del mare, non si trovano in zone a rischio frane e soprattutto esistono da vent'anni". Intorno a queste abitazioni nel tempo sono state costruite scuole e parrocchie e la zona è anche servita dai mezzi pubblici. Secondo Naimo e Salvatore è assurdo che il Comune, che a lungo a permesso le irregolarità non controllando il territorio, intervenga adesso demolendo o espropriando. La soluzione proposta dai fautori della petizione è un'altra: "L'amministrazione dovrebbe portare avanti una battaglia per evitare che vengano realizzate altre costruzioni abusive, mettere mano al piano regolatore (vecchio di 20 anni) e sanare le case che ci sono già".

petizione ciaculli-2I residenti si appellano al decreto legge sull'abusivismo per necessità, proposto da Falanga e approvato dal Senato lo scorso 17 maggio. Un provvedimento che detta le priorità in tema di demolizioni stabilendo che le ruspe dovranno buttare giù prima gli immobili di rilevante impatto ambientale, gli immobili che costituiscono un pericolo per la pubblica e privata incolumità e quelli sottratti alla mafia e che istituisce una banca dati nazionale degli edifici abusivi, gestita dall’Agenzia per l'Italia digitale. Nel testo viene infine considerata l'eventuale riqualificazione urbanistica degli edifici abusivi non demoliti, avviando una collaborazione con Regioni ed enti locali interessati.

Il provvedimento per le demolizioni però a Palermo è già in atto: la giunta ha approvato il piano lo scorso dicembre stanziando oltre tre milioni di euro. Ancora prima, ad ottobre, in via Corona a Ciaculli è stata abbattuta la prima villetta abusiva. La protesta del proprietario che si è incatenato alla ruspa non è servita a nulla. "Non sappiamo quando arriveranno le ruspe - conclude Naimo - ma ci opporremmo: il nostro è abusivismo di necessità".

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