Casa di riposo degli orrori, s'indaga sulla morte della suocera del pentito Spatuzza

La donna di 86 anni era ospite nella struttura di via Emerico Amari sequestrata dalla Finanza. Avrebbe avuto un malore e una delle indagate, dopo averla soccorsa senza chiamare i medici, diceva: "In altri periodi avrei aspettato che moriva...". Poi il decesso a Villa Sofia: indagine per omicidio colposo

Per dare l’idea della gravità delle condotte perpetrate all’interno della casa di riposo “Bell’Aurora srls” di via Emerico Amari 112 basta pensare che parallelamente all’inchiesta per bancarotta fraudolenta e per maltrattamenti ne è stata aperta una anche per omicidio colposo: al centro degli accertamenti, il decesso di Angela Mazzola Taormina, suocera del pentito Gaspare Spatuzza, avvenuto un mese fa, il 15 marzo. Il procuratore aggiunto Sergio Demontis ed il sostituto Anna Battaglia, attraverso le indagini della guardia di finanza, vogliono chiarire se all’anziana di 86 anni siano state prestate le cure adatte. E, dalle intercettazioni, parrebbe di no.

"Schifosa, ti rompo una gamba": le intercettazioni | Video

“In altri periodi avrei aspettato che moriva, perché già boccheggiava… Ripeto, se fosse stato un altro periodo non avrei fatto niente, l’avrei messa a letto e avrei aspettato, perché era morta”. E’ così infatti che Maria Cristina Catalano, arrestata stamattina, commentava il malore che aveva appena colpito l’anziana. Era lei stessa a raccontare inoltre alle dipendenti della casa di riposo “di essere intervenuta in prima persona riuscendo a rianimare la signora, dandole ossigeno, facendole un massaggio cardiaco e somministrandole dei farmaci, ma – come si legge nell’ordinanza del gip Fabio Pilato – senza chiamare alcun soccorso medico”. Successivamente l’anziana “ha accusato un altro malore e, chiamati questa volta i soccorsi – scrive il giudice – è deceduta lo stesso giorno al pronto soccorso di Villa Sofia. Si tratta della stessa signora Angela alla quale Catalano, in più occasioni aveva augurato la morte, ingiuriandola e malmenandola per le più banali ragioni”.
Se i medici fossero stati chiamati subito l’anziana avrebbe potuto salvarsi? Ci sono responsabilità per la sua morte? E’ questo che adesso i finanzieri guidati dal colonnello Gianluca Angelini, dovranno chiarire.

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Come evidenzia ancora il giudice nell’ordinanza “neanche di fronte ad un così grave episodio le operatrici oggi indagate hanno mostrato di dissociarsi dal modus operandi adottato da Catalano” e “tale episodio denota la speciale pericolosità sociale di Catalano e delle sue collaboratrici”. 

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