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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca

Rider in ginocchio per il caro benzina: si allarga il fronte della protesta

Il Nidil Cgil scrive alle aziende del delivery per chiedere l'aumento dell'indennità chilometrica e della paga base e bilanciare così l'impennata dei costi che i fattorini sono costretti ad affrontare per lavorare 

A bordo dei loro scooter consegnano cibo a domicilio in giro per la città. L'aumento del costo della benzina, che nelle ultime settimane è arrivata a sfiorare i 2,30 euro al litro, sta mettendo in ginocchio i rider, dal momento che le tariffe del servizio e la retribuzione sono rimaste invariate. A lanciare l'allarme è il Nidil Cgil Palermo che oggi ha inviato una lettera a tutte le piattaforme di delivery che operano in città, a partire dal cartello di sigle di Assodelivery per chiedere l'aumento dell'indennità chilometrica e della paga base.

"Oggi - spiega il sindacato in una nota - a Palermo un rider in media spende 15 euro di benzina al giorno, rispetto ai 10 euro che si pagavano prima. E il rider che riesce a lavorare fino a 8 ore al giorno, e a fatturare circa 80 euro, vedrà i suoi ricavi scendere a 65 euro. Dividendo l'incasso per le 18 consegne giornaliere in media effettuate, il guadagno lordo sarà di circa 3 euro e 50 a consegna. Da questi bisogna poi scomputare il 30 per cento tra contribuzione Inps e Irpef a carico del lavoratore. In pratica, il guadagno netto si aggira intorno ai 2 euro".

I margini di guadagno si stanno rapidamente assottigliando. “E' questa la realtà. I rider sono molto agitati per questa situazione allarmante ma - dichiarano il segretario generale Nidil Cgil Palermo Andrea Gattuso e Fabio Pace, di Nidil - costretti a lavorare perché la gran parte svolge questa professione come prima e unica occupazione. A esclusione di Just Eat, che applica la paga oraria, il fatto che siano quasi tutti inquadrati con contratti di lavoro autonomo, fa ridurre i margini di guadagno. E noi diciamo che non è possibile che tutto il rischio d'impresa si abbatta unicamente su questi lavoratori. Chiediamo, quindi, a tutte le piattaforme che utilizzano il rapporto di lavoro autonomo, e sostanzialmente una tariffa a cottimo, di aumentare almeno l'indennità chilometrica per ogni consegna. E comunque di aumentare la paga base per evitare che il prezzo alle stelle del carburante ricada solamente sui rider”.

Per esempio, la retribuzione di un rider di Glovo è composta da una paga base di 1,45 euro, che a Palermo è tra le più basse in Italia (a Torino si parte da 2 euro). Un'altra parte è calcolata in base ai chilometri percorsi (0,35 euro a chilometro) e una terza parte è data da un moltiplicatore che varia a seconda dell'ora del giorno lavorata, che sia di “alta domanda” o “bassa domanda”.

“La paga stabilita per ogni consegna, a cottimo, dovrebbe almeno includere un rimborso benzina proporzionale ai chilometri percorsi per lo svolgimento della consegna – proseguono Gattuso e Pace - Al vertiginoso aumento di fatturati da parte delle piattaforme digitali, non è mai corrisposto un proporzionale aumento delle retribuzioni ai lavoratori, che anzi in molti casi hanno visto addirittura abbassarsi la paga. Chiediamo che, nelle more di una regolamentazione complessiva del settore, chiediamo alle piattaforma che applicano ancora il sistema del cottimo, di fronteggiare l'aumento del prezzo dei carburanti con una retribuzione più alta per i rider. Ci aspettiamo di ricevere risposte da parte delle piattaforme. In caso contrario - concludono - siamo pronti a mettere in campo ogni tipo di mobilitazione”.

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