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Termini Imerese, sfilata di Carnevale a rischio: "Non ci sono i soldi"

Le casse del Comune sono vuote, così potrebbe sfumare lo storico evento. I carristi: "Ci hanno chiesto di anticipare le somme, ma ancora dobbiamo rientrare dei soldi dell'anno scorso". E su Facebook nasce la pagina #SavetheCarnival

A un mese dai giorni clou del Carnevale, che quest'anno cadono dal 26 al 28 febbraio, il comune di Termini Imerese non ha ancora un programma. L'evento più importante del territorio - il più antico dell'Isola - rischia di sfumare o, nella migliore delle ipotesi, di sfilare in una nuova versione low cost. Le casse del Comune sono vuote. La settimana scorsa il commissario straordinario Girolamo Di Fazio, nominato dopo le dimissioni del sindaco Salvatore Burrafato, ha delegato al comandante della polizia municipale Calandriello il compito di incontrare i carristi per comunicare la "brutta" notizia.

Giuseppe Puscitello, maestro cartapestaio che da ben 28 anni realizza i carri, racconta a PalermoToday che la riunione non si è conclusa nel migliore dei modi. "Diversi carristi hanno abbandonato l'incontro - spiega Giuseppe - perchè il comandante non solo ha detto che il Comune non ha i soldi per realizzare la manifestazione, ma addirittura ancora ha fornito una data certa per saldare i debiti dell'anno scorso". I carristi, insomma, devono ancora rientrare delle spese del 2016 e dovrebbero mettere di tasca propria i soldi per l'edizione 2017.

"Per realizzare un carro - continua il maestro cartapestaio - ci vogliono circa 2.500 euro. Bisogna pagare il gruppo elettrogeno e il trasporto del carro dal capannone al luogo della sfilata. Data l'aria che tira quindi non credo proprio che quest'anno a Termini Imerese vedremo sfilare i carri". "Noi carristi - afferma Giuseppe Abbrauscato, carrista termitano  - siamo disponibili a realizzare i carri anche gratis, ma il Comune deve almeno pagare le altre spese, la Siae per esempio. Ci stanno chiedendo l'impossibile: anticipare i costi".

Alcuni termitani hanno deciso di non stare con le mani in mano. Su Facebook è comparsa una pagina con una copertina eloquente: sullo sfondo un'immagine dei carri in cartapesta, sopra l'#SavetheCarnival. A crearla Francesco Paolo D'Angelo, 24enne teramano che nel curriculum ha un'esperienza da speaker proprio del Carnevale. 

"Questa tradizione non va abbandonata - spiega Francesco Paolo a PalermoToday -. Per questo attraverso un post pubblicato sul mio profilo ho lanciato un appello, rivolto a chiunque voglia fare la propria parte: organizzare un Carnevale in versione ridotta e a costo zero". Il 24enne ha le idee chiare e si sta già muovendo per far diventare l'idea realtà. Ha già un piano: lanciare una raccolta fondi e chiedere alle attività commerciali del territorio di poter posizionare sui banconi dei negozi dei salvadanai con l'adesivo salviamo il Carnevale affisso sopra. "Oggi - continua Francesco Paolo - costituirò insieme all'amico Raimondo Campagna il Comitato 'Salviamo il Carnevale' e contatterò tutte le associazioni del territorio, i carristi e la Pro Loco per chiedere loro di unirci e raggiungere così lo scopo comune".

Piuttosto che vedere saltare la storica manifestazione il 24enne suggerisce di ridurre il numero dei carri realizzando solo quelli di u Nannu e a Nanna e coinvolgere più gruppi di ballo chiedendo loro, per il bene comune, di esibirsi senza un ritorno economico. "In questo modo - conclude Francesco - magari perderemo qualche turista, ma almeno i bambini di Termini avranno il loro Carnevale".

Della stessa idea il presidente della Pro Loco Sergio Monachello. "Quella di Francesco - afferma il presidente - era la nostra idea. Già a novembre ho inviato una richiesta d'incontro ufficiale, protocollata, al commissario. L'intento era proprio parlare dell'organizzazione della manifestazione più importante di Termini, ma non mi ha ancora risposto". La Pro Loco, di concerto con tutte le associazioni del territorio è disposta a mettere in moto la macchina amministrativa a costo zero. "La parte politica che rimane però - conclude Monachello - deve farsi carico di trovare almeno i soldi per coprire le spese necessarie, come la Siae. E soprattutto deve lavorare per l'anno prossimo. Dopo 150 anni il Carnevale, che oggi attrae anche turisti, non può finire. La nostra economia, già martoriata, non può essere danneggiata ancora". Sempre più probabile quindi l'ipotesi di un Carnevale low cost dove a sfilare saranno soltanto il carro di u Nannu e a Nanna e i gruppi mascherati.

LA STORIA DEL CARNEVALE - Inizia nel lontano 1848. Dalla vicina Palermo giungono frammentarie notizie sulla sommossa popolare scoppiata il 12 gennaio e a Termini Imerese non si parla d’altro. Al centro dei commenti c’è il condottiero termitano Giuseppe La Masa, che tutti indicano come il principale artefice della rivolta per la cacciata dei Borbone. A seguito di quelle storiche vicende, un folto gruppo di napoletani, fuggito dal capoluogo siciliano, trova rifugio nella nostra città. I napulitì, così vengono chiamati, grazie alla loro proverbiale allegrezza e simpatia non ci mettono molto ad ambientarsi e, proprio in occasione del periodo carnascialesco, promuovono una pubblica festa che, seppur improvvisata, vede la partecipazione ed il contributo di tanti termitani.

Così i nostri antenati, ci hanno tramandato ‘u cuntu’ che ci narra l’inizio dei festeggiamenti del carnevale. Il primo documento che prova i festeggiamenti del Carnevale a Termini risale al 1876. Si tratta di una ricevuta che attesta l'esistenza dell'associazione “Società del Carnovale” il cui timbro, raffigura una maschera dalle fattezze abbastanza simili a pulcinella. Da allora il Carnevale è sempre andato in scena. Con l’avvento dei mezzi di locomozione a motore, i carretti sono stati sostituiti dai carri allegorici, a bordo dei quali, oltre a piccole orchestrine, trovano posto le maschere. Protagonisti indiscussi sono ancora oggi u Nannu cà Nanna.

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