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(foto archivio)

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"Faceva prostituire la nipotina", nonna condannata a dieci anni

Questa la decisione del tribunale nei confronti di una 65enne per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione minorile. Una storia di violenze avvenuta tra Carini e Partinico nel 2002. A fine processo le lacrime della vittima e l'abbraccio al pm

Condannata a 10 anni per aver permesso che la nipotina venisse abusata da gente adulta. Lo ha deciso la seconda sezione del tribunale nei confronti di una donna di 65 anni. Due anni in più rispetto a quanto chiesto dalla Procura per una vicenda scabrosa, avvenuta tra Carini e Partinico nel 2002. Una sentenza cui sono seguite le lacrime e l’abbraccio della vittima, adesso venticinquenne, al pm Alessia Sinatra. I violentatori della piccola, alcuni dei quali anziani, erano già stati condannati e hanno scontato la pena.

All’appello della giustizia mancava la nonna materna (della quale non vengono fornite le generalità per non rendere identificabile la vittima, ndr), accusata di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione minorile. La decisione del collegio presieduto da Bruno Fascianti, a latere Annalisa Tesoriere e Marcella Ferrara ha accolto in pieno la tesi ricostruita dalla Procura. A permettere ciò che accadde alla bambina, si apprende dal Giornale di Sicilia, sarebbe stata proprio la madre della madre, guadagnandoci tra l’altro dei soldi. Ma alla nonna aguzzina, i cui legali dovranno decidere se fare appello, adesso toccherà anche risarcire la nipote che si era costituita parte civile nel processo.

Quella dell’ex ragazzina è stata un’esistenza tragica e segnata dalla violenza. La venticinquenne è oggi madre di due figli, avuti da due padri diversi: uno di loro le è già stato portato via dal tribunale dei minorenni. Tra gli uomini che abusarono di lei anche due fratelli di Carini, Vito e Antonio Taormina, che hanno scontato rispettivamente 8 anni e mesi e 7 anni e 8 mesi. In un altro giudizio furono condannati anche altri quattro imputati, con pene comprese tra sei anni e quattro mesi e otto anni. La vicenda era venuta fuori nel 2003, quando la ragazzina, figlia di genitori separati, cominciò ad aprirsi, raccontando agli assistenti sociali del suo passato e scrivendo anche un diario.

Proprio per la situazione vissuta dai genitori la ragazzina era cresciuta con la nonna. La 65enne non si sarebbe presa cura di lei e le avrebbe consentito di uscire da sola la sera e di raggiungere il centro di Carini. Ed era lì che gli uomini la adescavano, prima di portarla fra le campagne per approfittare del suo corpo. La ragazzina, secondo quanto riferito dalle educatrici della casa famiglia, mostrava gravi problemi di socializzazione e non nascondeva comunque gli effetti causati da quel macigno che le pesava dentro, trovando pian piano la forza di liberarsene.

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