Cronaca

"Scippo" alle carceri palermitane, 62 agenti penitenziari in meno: "Scandaloso"

I tagli più incisivi dovrebbero essere realizzati a Pagliarelli (-38) e Ucciardone (-24). La polemica dei sindacati: "Carceri con poco personale e sovraffollamento di detenuti, pericoli notevoli per i lavoratori"

“Le segreterie regionali della polizia penitenziaria di Uil, Uspp e Cgil non firmano intese al ribasso, ragion per cui ognuno si assume le responsabilità a partire dalla politica e finendo all’amministrazione penitenziaria”. Con queste parole i segretari generali di Uilpa Polizia Penitenziaria – Uspp – Fp Cgil della Sicilia Gioacchino Veneziano, Francesco D’Antoni e Paolo Anzaldi “rispediscono al mittente il progetto portato a termine dal ministro Madia e certamente appoggiato dal Guardasigilli Orlando che ha ‘scippato’ quasi 600 poliziotti penitenziari dalla Sicilia”. Un decimo riguarda le carceri di Palermo, Ucciardone e Politeama. Con oltre 60 agenti in meno secondo le previsioni.

“E’ semplicemente scandaloso – dicono i tre segretari – con una presenza di quasi 6.400 detenuti, ridurre l’organico della polizia penitenziaria portandolo da 4.770 a 4.203 quando in realtà le carceri sono oramai senza un briciolo di personale in una situazione di sovraffollamento delle strutture con le difficoltà e i pericoli che ogni giorno devono sopportare i lavoratori in tutti i servizi istituzionali che la legge affida al corpo di polizia penitenziaria”.

Per le segreterie dei tre sindacati di categoria “i tagli più incisivi dovrebbero essere praticati nelle carceri di Palermo Pagliarelli (-38), Caltanissetta (-33) Agrigento (-26), Palermo Ucciardone (-24) Favignana (-19) Giarre (-13) Enna (-11)”. Per i sindacati inoltre “il potenziamento operato negli istituti dove si è registrato l’apertura di nuovi reparti detentivi o il cambio di gestione custodiale – Caltagirone (+81), Barcellona Pozzo di Gotto (+49), Trapani (+27), Messina (+19), Siracusa (+6), Augusta (+2) è insufficiente alle esigenze complessive, che metteranno a ancora di più a dura prova il sistema di sicurezza delle carceri e la garanzia della fruizione dei diritti dei lavoratori”.

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