Cronaca

Criticità al carcere Ucciardone, la polizia penitenziaria: "Il nostro personale è esausto"

La nota del Sarap, Sindacato autonomo ruolo agenti penitenziaria

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

È con estrema costernazione che ci ritroviamo ancora una volta a far luce sul più totale stato di abbandono nei confronti del personale di polizia penitenziaria in prima linea nell'istituto palermitano ormai "martoriato" dal susseguirsi di criticità che rendono ormai impossibile per questi ultimi operare garantendo i regolari standard di ordine e sicurezza all'interno dei reparti detentivi. Seppur svariati esponenti politici abbiano constatato la totale precarietà strutturale ed operativa che ormai nel 2020 non si presta ad efficienti condizioni lavorative per il personale ivi in servizio e di tratttamento per la popolazione detenuta (ultima fra tutte una delegazione della Lega) la casa di reclusione palermitana arranca giorno dopo giorno, in sostanza il personale di polizia penitenziaria è esausto, le unità sono costrette a operare in più posti di servizio ed i preposti se di giorno espletano o meglio cercano di svolgere i propri compiti nel pomeriggio si ritrovano ad avere tutte le sezioni. Si sperava durante il periodo estivo che con l'arrivo di 25 unità in arrivo dalle varie sedi del nord che si riuscisse in qualche modo a rifiatare ma le cose non cambiano e anzi questi giovani assistenti rimpiangono di aver lasciato le sedi precedenti.

Da sottolineare il fatto che allo stato attuale persiste la funzionalità della 9^ Sezione non conforme agli standard previsti, riteniamo che la struttura penitenziaria dovrebbe adeguarsi tecnologicamente a parecchie case di reclusione italiane che hanno come focus il trattamento e dunque il reinserimento sociale del detenuto (come previsto dalla legge), automatizzando cancelli e modernizzando i reparti detentivi consentendo di ridurre i carichi di lavoro al personale così potendo attuare una vigilanza dinamica che di dinamico non abbia soltanto il continuo sali e scendi degli agenti che si ritrovano ad avere più piani in consegna se non tutta la sezione!struttura obsoleta, priva persino dei wc per gli agenti nei piani, con un tasso di umidità compromettente per questi ultimi. Sopraffatto da carichi di lavoro maggioritari ed impossibilitato nell'adempiere ai propri doveri come vorrebbe non riuscendo a sdoppiarsi.

Aspetto importantissimo che si ripercuote sulla qualità della vita degli operatori di polizia penitenziaria palermitani è l'angosciosa e continua modifica del servizio. Il programmato c è, ma è come se non ci fosse. Ogni 2-3 giorni esce il servizio ma spesso e volentieri non rispecchia il programmato. Di conseguenza stravolge la vita del poliziotto penitenziario e del suo nucleo familiare, costretto ad annullare o rinviare impegni. Quanto tempo potremmo andare avanti così? Concludiamo nel chiedere una rivisitazione dell'organizzazione del lavoro. Restiamo in attesa di un urgente riscontro che possa restituire dignità agli uomini e alle donne in servizio presso il penitenziario palermitano.

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