Cronaca

Giovani detenuti sul palco per una vita nuova, è il progetto "Il teatro al Malaspina"

Per settanta giornate, dal mese di maggio, i ragazzi del carcere minorile saranno impegnati nella realizzazione di uno spettacolo. L'iniziativa è organizzata dalla Federazione Italiana Teatro Amatori e patrocinata dal Comune

Imparare a costruire uno spettacolo teatrale per scoprire una nuova realtà e dare spazio a nuovi modi di esprimersi. E' lo scopo del progetto "Il teatro al Malaspina", organizzato dalla Federazione italiana teatro amatori (FITA) e patrocinato dal Comune. Si tratta di un progetto pilota che per 70 giornate, dal mese di maggio, impegnerà i ragazzi del carcere minorile Malaspina dal lunedì al venerdì nella realizzazione di uno spettacolo. "Sarà un modo - spiegano i promotori - per avvicinare i giovani alla cultura e dare spazio alle loro potenzialità espressive, emotive e relazionali all’interno di un gruppo, luogo vitale di relazioni, collaborazioni, rispetto".

“Il tempo al Malaspina è sempre in attesa di qualcosa – ha detto Michelangelo Capitano, direttore dell’istituto penitenziario minorile - Se riusciamo a far trascorrere ai nostri ragazzi il tempo prima e meglio, diamo loro una grossa mano. Per questo ringrazio la Federazione Italiana Teatro Amatori per l’iniziativa che svolgerà all’interno del nostro istituto”. 

Presenti all'incontro di presentazione con i giornalisti anche Antonella Messina presidente regionale Fita, Marilia Chiovaro presidente provinciale Fita e il consigliere Giulio Cusumano che ha sottolineato come “In una città come la nostra è importante che la società civile possa abbattere determinate barriere culturali. Impensabile fino a qualche anno fa”. 

Durante la conferenza stampa è intervenuto anche il sindaco Leoluca Orlando che ha ricordato come questa iniziativa non è isolata ed è anzi in linea con tante altre che coinvolgono i giovani del penitenziario. "Ancora una volta - ha detto Orlando - si conferma che il Malaspina non è luogo 'altro' rispetto alla città e si conferma l'impegno di tanti, privati, enti culturali e sociali, istituzioni, perché la permanenza all'interno del Malaspina sia anche periodo di costruzione di percorsi di crescita umana e civile. Che questo avvenga tramite la cultura - ha concluso Orlando - è ancor più importante".

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