Legalità, il comandante interregionale dei carabinieri al Giardino della memoria

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Il comandante Interregionale Carabinieri "Culqualber", Generale C.A. Silvio Ghiselli, ha visitato il Giardino della Memoria di Ciaculli (il sito confiscato alla mafia e gestito da Unione cronisti e Associazione magistrati) e ha reso omaggio a tutte le vittime di Cosa nostra. Ghiselli, che in precedenza aveva partecipato alla cerimonia di commemorazione dei carabinieri caduti nella strage di via Scobar, avvenuta a Palermo il 13 giugno del 1983, era accompagnato dal comandante della Legione, Generale Riccardo Galletta, dal comandante provinciale di Palermo, Colonnello Giuseppe De Riggi e dal comandante del Gruppo Carabinieri “Palermo”, Colonnello Marco Guerrini. Ad accogliere il Generale Ghiselli, il vice-presidente nazionale dell'Unci Leone Zingales, il presidente regionale dell’Unione cronisti, Andrea Tuttoilmondo, ed il presidente della sezione distrettuale di Palermo dell’Anm, il Giudice Matteo Frasca. Presente anche il presidente della Corte d’Appello di Palermo, Gioacchino Natoli. Ghiselli si è soffermato in particolare davanti all’albero che ricorda i carabinieri uccisi in via Scobar: Mario D’Aleo, Giuseppe Bommarito e Pietro Morici. Durante il momento di riflessione è stato osservato un minuto di silenzio che è stato sottolineato da un applauso dedicato ai tre militari uccisi nel 1983.

“L’esercizio della memoria è importante. Questo di Ciaculli è un luogo significativo, senza ombra di dubbio da far conoscere soprattutto ai giovani, - ha detto il generale Silvio Ghiselli –. Qui sono ricordati tutti coloro che sono caduti per mano della criminalità mafiosa ed il loro ricordo si intreccia con la natura. Ho potuto toccare con mano gli alberi dedicati a magistrati, uomini e donne delle forze dell'ordine, giornalisti, sindacalisti, imprenditori, politici, cittadini comuni, sacerdoti, bambini. E' stata una esperienza indimenticabile e devo elogiare i cronisti ed i magistrati che si stanno impegnando a fondo in questo percorso di legalità e di lotta al crimine organizzato. Qui il rito di piantare un albero e dedicare una targa alle vittime testimonia la straordinarietà di un importante tema che è quello della memoria”.

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