Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Mafia, Galletta: "Meno violenta ma capace di infiltrarsi nelle pubbliche amministrazioni"

Il generale di brigata Riccardo Galletta, comandante della Legione carabinieri Sicilia, è intervenuto alle celebrazioni per il 204esimo anniversario dell'Arma 

Il generale Galletta

Oltre 4.600 arresti in flagranza di reato, 1.851 provvedimenti di custodia cautelare eseguiti su ordine dell'autorità giudiziaria, circa 100 milioni di beni sequestrati alla criminalità organizzata e oltre 23 0mila servizi di pattuglia svolti percorrendo mediamente 400 chilometri al giorno ed effettuando 700 interventi quotidiani. Sono i risultati conseguiti nell'ultimo dai circa 10 mila carabinieri in Sicilia. A renderlo noto è stato il generale di brigata, Riccardo Galletta, comandante della Legione carabinieri Sicilia, durante il suo intervento in occasione del 204esimo anniversario dell'Arma. 

Una giornata di festa servita anche a tracciare un bilancio di quanto fatto e quanto resta ancora da fare in tema di legalità e sicurezza.

La lotta a Cosa nostra

La mafia è oggi "in trasformazione", "sempre più silente e meno violenta rispetto a un tempo", ma ancora in grado di mantenere il controllo del territorio. "Resta inquietante, anche se meno appariscente rispetto a un tempo - ha detto Galletta -, la presenza della criminalità organizzata, nonostante gli innegabili, continui successi investigativi degli ultimi anni, dovuti alla instancabile, sinergica attività di contrasto condotta dall'Autorità giudiziaria e dalle Forze di polizia". 

Una mafia che per il generale di brigata Galletta è "in trasformazione, sempre più silente e meno violenta rispetto a un tempo, ma ancora capace di esprimere le sue potenzialità 'militari', principalmente nella risoluzione dei contrasti interni alle famiglie. Un'organizzazione criminale che, nonostante le difficoltà legate ai continui arresti di uomini d'onore - precisa -, è riuscita a mantenere quel controllo del territorio necessario alla gestione di quegli affari illeciti che, per differente natura, dimensione e importanza, assicurano un flusso costante di denaro".

Vecchie e nuove forme di criminalità

Le estorsioni restano il business principale per i boss. Anche se accanto all'imposizione dei pizzo Cosa nostra guarda con interesse ad altri 'mercati', come il traffico di droga e gli appalti pubblici. "Le recenti operazioni condotte dall'Arma nelle diverse province dell'Isola - ha spiegato Galletta - hanno messo in evidenza come le estorsioni restino lo strumento privilegiato attraverso il quale le consorterie manifestano il loro potere coercitivo e intimidatorio sulla collettività, sui mercati e sui settori nevralgici delle pubbliche amministrazioni".  Ma un "altro dato significativo" che emerge dalle indagini è "il ricorso sempre più frequente ad attività criminali talvolta considerate secondarie, quali ad esempio il traffico di stupefacenti, gestito direttamente da sodali e da personaggi comunque 'contigui' all'organizzazione mafiosa e utilizzato come moltiplicatore di capitali, i cui cospicui utili vengono reinvestiti anche in attività lecite. Si tratta - ha spiegato Galletta - dell'affare per eccellenza, fra i più remunerativi e con un inesauribile bacino di utenza, atteso che la domanda, in generale, non registra flessioni e continua a garantire spazi di ingerenza a tutta la criminalità, strutturata o meno che sia". 

E poi c'è il capitolo degli appalti con "la perdurante ingerenza" della mafia "nei maggiori lavori pubblici e privati dell'Isola - avverte il comandante dei carabinieri di Sicilia -, in ragione dell'immutata capacità di infiltrazione nella pubblica amministrazione, agevolata anche da qualificati rapporti collusivi con funzionari degli enti locali. Cosa nostra, tuttavia, cerca altre fonti di arricchimento - prosegue - sfrutta strategicamente la globalizzazione e opera nel mercato, ricorre forse meno alla intimidazione degli imprenditori e dei commercianti, giacché essa non rende come un tempo, e si arricchisce, molto di più, con la corruzione e con il mercato, offrendo beni e servizi a prezzi vantaggiosi". Una mossa che "non le aliena il consenso perché la sua attività non viene più vissuta come elemento antagonista della società ma si inserisce tra i fattori di produzione".

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