Cronaca Politeama / Piazza Castelnuovo

Capodanno "amaro" per gli artisti locali: "Escluse le maestranze palermitane"

Secondo gli addetti ai lavori "le aziende che si occuperanno del palco, i tecnici audio e video saranno tutti catanesi. Un’organizzazione interamente 'made in Catania' che non lascia spazio ai palermitani"

La festa di Capodanno al Politeama continua a fare discutere. Dopo le polemiche nate per la gestione dell'avviso pubblico e per gli artisti che saliranno sul palco, dopo il botta e risposta tra Comune e associazioni e la querelle legata all'esibizione di Tony Colombo adesso a protestare sono le maestranze locali.  "La festa di Capodanno a Palermo  - si legge in una nota - darà lavoro a molti, ai catanesi sopratutto, ma non ai palermitani. Le maestranze palermitane che rimangono a bocca asciutta in una delle iniziative più attese dell’anno, che hanno anche lo scopo di coinvolgere le maestranze locali e creare opportunità di lavoro. Le aziende che si occuperanno del palco invece,così come i  tecnici audio e video, persino i facchini, che lavoreranno a Palermo per l’ultimo dell’anno a piazza Politeama, saranno tutti catanesi. Un’organizzazione interamente 'made in Catania' che non lascia spazio ai palermitani".

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"Le operazioni di allestimento del palco e delle annesse strutture che ospiteranno, nella notte di Capodanno, Tony Colombo e company - prosegue la nota - lasciano l’amaro in bocca a chi sperava di poter lavorare in occasione della festa in città. Il solo nome palermitano che figura tra i protagonisti del Capodanno è il bravo comico Stefano Piazza considerato che lo stesso Colombo da anni ormai non risiede più a Palermo".

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“Il nostro diritto al lavoro e la nostra presenza non contano – dichiarano i lavoratori e gli artisti esclusi – dobbiamo vedere lavorare nella nostra città altre persone e per noi non c’è spazio. E’ il Capodanno della nostra città e non sono state coinvolte le maestranze locali, i professionisti gli artigiani e la gente del posto. La sopravvivenza delle nostre attività è sempre più in bilico e un evento come questo poteva essere una boccata di ossigeno per molti di noi”. 

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