Capo, il dramma della titolare di un'impresa funebre: "Negozio sommerso dal fango"

C'è anche una commerciante di via Matteo Bonello tra le vittime della bomba d'acqua di mercoledì scorso. La beffa: l'attività era stata appena rilevata da un parente. Danni per 15 mila euro: a mollo sono finiti anche una camera ardente, un frigo, dei lumini e perfino un furgone

La situazione in via Bonello - davanti all'agenzia - dopo la bomba d'acqua

La sua vita è finita a mollo insieme alla camera ardente, un frigo, i lumini, perfino un furgone. Tra le vittime del nubifragio che si è abbattuto su Palermo due giorni fa c'è anche la proprietaria di un'agenzia funebre al Capo. La donna, 53 anni, aveva appena rilevato da un anziano parente la storica attività, in via Matteo Bonello. Una delle tante strade palermitane che mercoledì scorso si sono trasformate in fiumi di fango. 

E pensare che la donna non aveva ancora riaperto il negozio. Una volta subentrata al vecchio proprietario, infatti, con un ingente investimento aveva deciso di ristrutturare, rimodernare e abbellire la sede e ha affidato i lavori a un’impresa edile e a vari artigiani. Lavori che erano stati rallentati dall’emergenza Coronavirus e che si stavano concludendo. Tutto però è finito sott'acqua, sommerso dalla furia della pioggia.

L’agenzia, che peraltro sorge alla fine di un tratto in discesa della strada, è stata letteralmente invasa dalla “fiumana” che ha pesantemente danneggiato la camera ardente, il frigo di conservazione per le salme dei defunti, e ancora lumini, quadri, oggettistica mortuaria varia. Un vero e proprio disastro. E come se non bastasse, è stato sommerso anche il furgone adibito a trasporto di oggetti funebri: il mezzo, naturalmente, non parte più. Bisognerà buttarlo. Per un danno complessivo di almeno 15 mila euro (che non è neanche assicurato).

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La titolare dell’attività per essere risarcita, attraverso il consulente personale Alessio Tarantino, si è affidata a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini che, attraverso i propri esperti, "si è già attivata - dicono i legali - per procedere alla stima esatta del danno (di cui poi sarà richiesto il ristoro sulla base dei fondi che verranno stanziati ad hoc per lo stato di calamità già chiesto dal Comune di Palermo) e alla completa bonifica dei locali per consentire all’imprenditrice di poter finalmente aprire l’attività".

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