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Cronaca Libertà / Viale Lazio

Ecco tutte le vittime dell'anello: "Orlando, così hai ucciso viale Lazio e via Sicilia"

La lettera di un residente indirizzata al sindaco. Dito puntato contro il cantiere, che avrebbe costretto alla chiusura diverse attività commerciali: "Quel fioraio rimasto ingabbiato a sua insaputa..."

"Ostaggi del cantiere". Si sentono così quelle che qualcuno ha chiamato le "vittime dell'anello ferroviario". Negozi costretti a chiudere, automobilisti intrappolati, traffico a gogò. Siamo nell'area compresa tra viale Lazio e via Sicilia. Oggi sono passati 21 mesi esatti da quando la Tecnis ha iniziato a transennare gran parte della zona.

Così un residente ha deciso di scrivere direttamente a Orlando. "Egregio professore - inizia così la missiva - sono Gabriele Citarella, residente in via Sicilia, le scrivo questa lettera interpretando il pensiero della maggior parte dei commercianti (quelli rimasti) e dei residenti per ringraziarla della sua totale strafottenza, di quella della Giunta e del Consiglio comunale sul discorso anello ferroviario".

Il riferimento è a cantiere "Libertà" che proprio oggi compie 21 mesi dalla sua apertura. "Sono passati 21 mesi dall'8 maggio 2015, data in cui la Tecnis, società ben nota alle cronache giudiziarie, iniziava a transennare tre quarti di via Sicilia e un tratto di viale Lazio", dice Citarella. "Dal 10 maggio - scrive - cominciava pian piano l'opera di distruzione delle due vie e gli innumerevoli disagi di coloro che ci risiedono e ci lavorano".

Ecco l'elenco delle attività che hanno chiuso o si sono trasferite. La colpa - dicono commercianti e residenti - è del cantiere dell'anello ferroviario. "Un'opera che si è rivelata inutile", è l'accusa.

"La prima attività a essere colpita dal cantiere - scrive - è quella del fioraio all'angolo tra viale Lazio e via Sicilia poiché il giorno della festa della Mamma (8 maggio), una giornata proficua per la categoria, si è trovato - a sua insaputa - ingabbiato all'interno del cantiere. Ha resistito qualche settimana, ma poi ha dovuto trasferirsi. La seconda attività a chiudere è stata il pub SKK che si trovava in viale Lazio 17/A, aperto nel novembre 2014, poiché si è ritrovato in un batter d'occhio con il passaggio pedonale ristretto, la strada chiusa, ma soprattutto la polvere".

Si legge ancora: "La terza attività che ha dovuto trasferirsi è stata la parruccheria per donna di Dario Migliore, da un paio d'anni aperta in via Sicilia 4/B che tra novembre e dicembre 2015 ha chiuso, trasferendosi altrove per gli stessi motivi spiegati prima. La quarta attività a chiudere e trasferirsi ad agosto 2016 è stata il Ced di Giovanni Parisi, in via Sicilia, 23 (aperta a novembre 2013) poiché la strada chiusa - si chiude così la lettera - ha drasticamente fatto calare gli introiti".

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