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Quei cani uccisi a bastonate, polemiche e accuse: "Niente fondi per il randagismo"

Migliora il cane sfuggito alla mattanza di Belmonte Mezzagno (uccisi in tutto sei cuccioli): è stato trasferito nella clinica veterinaria Primavera. Il sindaco: "Ha riportato un trauma cerebrale ma ha ripreso a mostrare interesse per il cibo"

Mentre le condizioni della madre dei sei cuccioli uccisi a bastonate a Belmonte Mezzagno vanno migliorando, in paese non si placano le polemiche sul problema che insiste a monte: il randagismo. Il macabro episodio di qualche giorno fa, avvenuto al confine con Misilmeri, rischia di restare senza colpevoli. "E' un problema culturale, perchè di fatto - spiega l'animalista Giada Piredda - ci sono stati numerosi casi di maltrattamento nel paese e adesso gli abitanti si sono indispettiti perchè il nome di Belmonte è stato associato alla violenza. Ma il vero problema è che non si sta facendo nulla per contrastare il fenomeno. C'è una cagnetta pronta per una nuova cucciolata e già temiamo cosa potrà succedere".

Alcuni volontari della zona, dopo essersi costituiti nell'associazione Avab, hanno ricevuto un bene confiscato dove creare una sorta di rifugio per prestare le prime cure agli animali, microchipparli e sterilizzarli. Ma il progetto non è mai decollato. "Ci hanno dato una struttura in un terreno - spiega ancora Piredda - senza però prevedere alcun lavoro per renderla utilizzabile. Stavamo pensando a cosa fare e subito abbiamo ricevuto minacce di morte, sia per noi che per gli animali, da parte di qualche residente. E così abbiamo subito abbandonato ogni progetto".

Di diverso avviso il sindaco Pietro Di Liberto che, in un lungo sfogo, punta il dito contro la mancanza di risorse da parte del Governo: "Qui mi pare che si stia cercando di gettare benzina sul fuoco, prendendo come parafulmine - spiega a PalermoToday il primo cittadino - di ogni problema l'amministrazione comunale. L'anno scorso, con grossa difficoltà, abbiamo fatto un centinaio di microchippature. Nulla è stato fatto per le sterilizzazioni, per cui servono i tecnici dell'Asp. La norma regionale affida a noi la competenza di contrastare il randagismo, però non viene stanziato un euro in tal senso. Il nostro Comune è in predissesto e abbiamo difficoltà a pagare stipendi, bollette e altro. Cosa possiamo fare? C'è una richiesta esasperata di diritti, ma non c'è la stessa attenzione sui doveri. C'è chi pretende di avere il paese pulito e non paga le relative tasse: la percentuale di riscossione delle tasse, qui, è del 30%".

Intanto resta l'appresione per la madre dei cuccioli vittime della "mattanza" di qualche giorno fa, alla quale solo uno è sopravvissuto. La cagnetta color miele, ancora in evidente stato di shock, è in cura a Palermo, nella clinica veterinaria Primavera, dove è stata accompagnata dagli animalisti volontari che l'hanno trovata ferita in contrada Mendola. Il settimo cucciolo, sopravvisuto alle botte, non aveva bisogno di particolari cure e quindi adesso si trova a casa di uno dei volontari.

"E' arrivata domenica pomeriggio in stato di choc - racconta il dottor Fabrizio Rizzo - ma le sue condizioni di salute sono già migliorate tanto". A causa dell'aggressione l'animale ha riportato un trauma cerebrale ma ha già ripreso a mostrare interesse per il cibo. "E' stata colpita più volte al cranio e la stiamo curando - continua il veterinario - con dei diuretici. Al momento ci siamo concentrati sul problema neurologico ma siamo in attesa di un miglioramento clinico per fare degli esami più approfonditi agli arti. Dobbiamo controllare bene la colonna e la mandibola". Il cane ha anche una fortissima infestazione da zecche. Ancora ignoti i responsabili della brutale uccisione. Gli animalisti che hanno soccorso la mamma e il suo cucciolo hanno denunciato l'accaduto ai carabinieri cui toccherà il compito di fare luce sull'accaduto.
 

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