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Il presidio veterinario di via Tiro a Segno

Il presidio veterinario di via Tiro a Segno

Presidio veterinario senza collaudo: trovato l'escamotage per aprire, ma la data è incerta

"Il Codice dei contratti dà facoltà di sostituire il collaudo col certificato di regolare esecuzione rilasciato dal direttore dei lavori". Questa la soluzione individuata dal Comune dopo il "pasticcio" scoperto dalla commissione Urbanistica. Piampiano: "Mi sono fidato dei dirigenti. Lunedì ripartono le prenotazioni per le sterilizzazioni dei cani, poi avvieremo la struttura"

Il collaudo ancora non c'è, ma il Comune trova un escamotage per aprire il presidio veterinario di via Tiro a Segno, intitolato giovedì all'ex sindaco Giuseppe Insalaco. "Il Codice dei contratti", scrive in una nota Palazzo delle Aquile, "prevede che è facoltà della stazione appaltante sostituire il certificato di collaudo con il certificato di regolare esecuzione rilasciato dal direttore dei lavori".

Presidio veterinario: c'è la targa, ma non il collaudo 

Eccolo l'escamotage rintracciato nella legge per cercare di mettere una pezza al "pasticcio" scoperto dalla commissione consiliare Urbanistica e Lavori pubblici con l'audizione del progettista e direttore dei lavori del presidio veterinario. Come raccontato da PalermoToday, l'assenza del collaudo tecnico-amministrativo ha innescato un vero e proprio caso con ricadute tanto sulla Giunta (nella fattispecie l'assessore al ramo Leopoldo Piampiano) quanto sulle funzioni dirigenziali che hanno seguito l'iter burocratico dei lavori, costringendo in fretta e furia l'amministrazione a intitolare e non più ad inaugurare la struttura di via Tiro a Segno.

Oggi sul tavolo del sindaco Orlando (parecchio contrariato per quanto accaduto) è arrivata la relazione della dirigente del Patrimonio Daniela Rimedio che ripercorre le tappe - con date, atti e numeri di protocollo - che hanno scandito i lavori nell'area dell'ex canile e il rilascio delle autorizzazioni. "Una dettagliata relazione che conferma la correttezza dell'operato dell'amministrazione e l'attivazione dei servizi veterinari nel rispetto di quanto previsto dalla legge" si legge in una nota piena zeppa di riferimenti burocratici, che però non chiarisce del tutto il "nodo" della questione: il presidio veterinario intitolato all'ex sindaco Giuseppe Insalaco, ucciso dalla mafia nel 1988, può aprire oppure no?

Alla domanda prova a rispondere l'assessore Piampiano: "Lunedì ripartiranno le prenotazioni per le sterilizzazioni dei cani, subito piampiano canile-2 dopo apriremo il presidio". Una data certa, insomma, ancora non c'è. L'assessore in proposito non si sbilancia; tuttavia ritiene che "con le carte che ci sono è possibile aprire anche senza collaudo e la legge lo prevede. L'assenza del collaudo tecnico-amministrativo, infatti, non pregiudica la fruizione dell'opera".

Secondo Piampiano, i chiarimenti forniti dalla dottoressa Rimedio sono soddisfacenti. Nella sua relazione, il dirigente del settore Patrimonio sottolinea che "le operazioni di collaudo sono state avviate il 24 maggio 2019 e concluse il 2 marzo 2020 ed è in corso il rilascio del certificato di collaudo; viene altresì dichiarato che l’impresa non ha nulla da obiettare in merito alla occupazione di detti locali ed aree prima del collaudo definitivo e che rimane sempre responsabile di eventuali difetti di costruzione, di cattiva qualità dei materiali e di ciò che venisse riscontrato entro il periodo di decorrenza del collaudo definitivo". Inoltre, in base a quanto riferito dal Comune, il certificato di ultimazione lavori alla fine recita che "non sono emerse lavorazioni non correttamente eseguite”.

Dopo la consegna dei lavori, gli uffici hanno curato le verifiche e gli allacci, fino a quando lo scorso 11 marzo, l'area dello Sviluppo Economico ha comunicato "la chiusura del procedimento amministrativo conseguente alla presentazione della Scia". Motivo per cui la Giunta ha deciso di far scattare la cerimonia di intitolazione-inaugurazione del presidio veterinario. Una scelta "non affrettata", sostiene l'assessore Piampiano. "Se le funzioni dirigenziali mi dicono che la Scia è pronta e si può fare il trasloco - prosegue - per me è tutto ok. Io sono un politico e non entro nel merito del procedimento tecnico, quindi mi sono fidato e tutt'ora mi fido dei nostri dirigenti. Daniela Rimedio è un buon dirigente, non è una sprovveduta. Ritengo quindi che non ci sia stata nessuna forzatura e nessun errore: abbiamo fatto il massimo per evitare tempi morti e garantire un servizio importante per la città".

Il Comune - che nel frattempo ha deciso di chiudere il presidio veterinario della Fiera - è stato costretto a correre ai ripari per non lasciare sgurniti (in una città già priva di un canile) servizi come le sterilizzazioni e la microchippatura dei cani randagi, così come la possibilità di curare gli animali malati o feriti. E se non vi è dubbioche qualcosa sia andato storto, resta una domanda: di chi è la responsabilità di questo pasticcio? "Sono sempre stato certo - conclude Piampiano - che l'area che ha anche la responsabilità sul canile e sul presidio veterinario abbia agito con correttezza nell'avviare tutta la procedura che ha portato alla consegna e intitolazione della struttura". 

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