Scena horror a Trabia, cane legato a un'auto muore tra le fiamme: "E' stato uno strazio"

A raccontare come sono andate le cose, a PalermoToday, è stata una ragazza di 25 anni che stava tornando da una festa di compleanno: "Abbiamo sentito dei guaiti e ci siamo avvicinati, sono stati momenti terribili"

La macabra scena di ieri a Trabia

Un cane morto incatenato a un’auto divorata dalle fiamme appiccate da qualcuno in una zona di campagna. Basterebbe questo per descrivere l’atrocità che si è consumata ieri sera a Trabia, dove vigili del fuoco e carabinieri sono intervenuti dopo le telefonate di una ragazza di 25 anni che stava assistendo alla scena: “C’è un pitbull legato a una macchina che sta bruciando, il mio ragazzo e mio cugino stanno provando a liberarlo ma non ci riescono. Venite, fate presto, correte!”.

A raccontare l’accaduto a PalermoToday è proprio lei, Clara, una giovane che stava tornando da una festa di compleanno. “Ci trovavamo in auto e abbiamo visto una macchina sul ciglio della strada completamente avvolta dalle fiamme. Mentre chiamavamo il 115 il mio ragazzo ha sentito qualcosa, come se qualcuno piangesse. Si sono avvicinati di corsa e si sono resi conto che c’era questo pitbull legato alla ruota posteriore della macchina con una catena molto spessa ma lunga mezzo metro. Hanno provato a spaccarla a pietrate ma non c’è stato verso”.

In quelle fasi concitate sono state diverse le telefonate ai numeri d'emergenza. “Stiamo intervenendo”, le è stato risposto. I minuti passavano, il cane era ancora a vivo ma iniziava a diventare sempre più fiacco. “A un certo punto si è accasciato e quando sono arrivati - racconta ancora Clara con la voce spezzata dal dolore - i vigili del fuoco hanno spento sia l’auto che il povero cane… Era agonizzante ma respirava. Una scena tremenda, il mio ragazzo, che si è anche bruciato il braccio, non riesce quasi più a parlare dopo quello che ha visto”. Mentre carabinieri e vigili del fuoco stavano effettuando un primo sopralluogo è intervenuto il gestore di un canile vicino.

“Proprio allora - aggiunge la ragazza - il pitbull è morto. Mi sono accorta con la coda dell’occhio di un’ombra che ci stava dietro. Era un altro cane, sicuramente la 'compagna' del povero animale morto. Sembrava anche lei sotto shock. A quel punto è stata accalappiata e caricata sul furgone”. Nelle ore successive la 25enne, il suo ragazzo e il cugino sono stati ascoltati dai militari per cercare di ricostruire la situazione. Grazie all’utilizzo di un lettore digitale il gestore del canile è riuscito a rilevare i microchip identificativi impiantati sotto la pelle dei due cani che sono risultati intestati a un uomo della zona che li avrebbe adottati due anni fa.

Non è ancora chiaro se il padrone dei due animali ne avesse denunciato il furto o lo smarrimento. “Poco dopo è passata un’altra macchina - conclude la giovane Clara - in cui c’erano altri invitati alla festa che conoscevamo. Una ragazza mi ha detto che aveva notato ore prima due persone che portavano a passeggio un cane, anche se in realtà sembrava che l'animale opponesse resistenza e cercasse di divincolarsi. Stamattina mi sono informata è mi è stato detto che i cani sarebbero stati restituiti al legittimo proprietario, che quello morto non sarebbe stato neanche portato all’Istituto Zooprofilattico. Eppure ieri sera qualcuno mi ha detto che così avrebbe dovuto essere per eseuguire accertamenti o altro. So soltanto che non potrò mai dimenticare le urla del cane”.

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Appresa la notizia padre Massimiliano Turturici ha deciso di rilanciare con maggiore forza l’evento in programma per sabato 1 giugno, quando alle ore 16 verrà celebrata una santa messa nell’area pedonale di San Giovanni degli eremiti, a Palermo, con tanto di benedizione degli animali. Messa alla quale seguirà una piccola manifestazione cinofila al termine della quale saranno premiati i dieci soggetti più socievoli. “Cercheremo in questo modo di rispondere a quell’orrore. Sono un sacerdote animalista e sono di Trabia, dove ci sono tanti animalisti che i cani li salvano”, dice padre Max.

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