"Igiene carente e stanze-dormitorio troppo strette", chiusa casa di riposo abusiva

La struttura è stata scoperta a Campofelice dalla polizia, anche con l'aiuto di un drone. Per ogni ospite, alcuni ultranovantenni e disabili, era chiesta una retta mensile tra 700 e 900 euro per un guadagno in nero di circa settemila euro

Stanze dormitorio troppo affollate con spazi minimi tra un letto e l'altro, bagni piccoli, cani liberi di muoversi tra gli ambienti inclusa la cucina e igiene carente. E' la descrizione di una casa di riposo abusiva scoperta dalla polizia di Cefalù a Campofelice di Roccella. 

Le indagini sono scattate dopo una segnalazione raccolta dagli investigatori e sono state condotte anche grazie a un drone. E' emerso che "l’attività era completamente abusiva. L’immobile, di appena 120 metri quadrati e dotato di due soli piccoli bagni (uno dei quali peraltro adibito anche a lavanderia), era in condizioni igienico-sanitarie precarie e comunque non adeguate all’accoglienza di anziani, alcuni disabili. Quattro stanze comunicanti sono risultate adibite a dormitorio con anche tre letti per stanza; al loro interno vi soggiornavano nove anziani alcuni dei quali avevano superato i novant’anni di età. Ciò malgrado, condividevano uno spazio comune dalle dimensioni anguste, caratterizzato anche dalla presenza di tre cani di piccola taglia, liberi di scorrazzare sia all’interno dell’appartamento che nel vano adibito a cucina".

VIDEO | Le immagini della casa di riposo abusiva 

La priorità dei poliziotti è stata quella di salvaguardare le condizioni di salute degli ospiti, riaffidati alle cure dei familiari. Chi invece non aveva un supporto, è stato preso in consegna dal Comune di residenza. Per due dei nove anziani trovati all’interno della casa, in particolare, si è reso necessario l’intervento dei servizi sociali.

La sessantaquattrenne responsabile della casa di riposo deve rispondere di "esercizio di un’attività ricettiva priva delle prescritte autorizzazioni, violazione della normativa vigente in materia igienico-sanitaria e mancata comunicazione all’Autorità di Pubblica Sicurezza delle persone alloggiate".

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Dai primi accertamenti si è accertato che, per ogni anziano, era corrisposta una retta mensile variabile fra 700 e 900 euro per un ammontare medio di circa 7.000 euro mensili di guadagni “in nero”.

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