Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca Via Porta di Castro

La Camera delle Meraviglie stupisce ancora: tra i decori arabi si nasconde una melodia

A scoprire, tra le scritte, la sequenza di note il musicista palermitano Giuseppe Mazzamuto: "Questa melodia è un vero messaggio di pace tra culture diverse"

La Camera delle Meraviglie di Palermo non smette di stupire: nascosta tra i decori arabi presenti sulle pareti della misteriosa "stanza blu" di Ballarò è stata scoperta una melodia musicale. Sol, Sol, Re, Sol, Mi, Fa, Mi, Fa, Fa, Re, Mi, Sol le note che la compongono. Ad intuire che le scritte dorate e argentate sull'intonaco blu notte che ricopre i muri della stanza non fossero solo parole è stato Giuseppe Mazzamuto, percussionista palermitano. Il musicista vi ha sovrapposto uno spartito trasparente, ha copiato i tondi delle lettere ed ha svelato uno dei tanti misteri che la camera cela. La melodia si può leggere e suonare da destra verso sinistra e viceversa. Lo scorso 4 gennaio l'assessore Vittorio Sgarbi e il sindaco Leoluca Orlando hanno avuto l'onore di ascoltare la composizione. Sulla pagina Facebook dell'assessore è stato pubblicato il video (clicca qui per sentire la melodia).

"La scoperta - racconta Mazzamuto a PalermoToday - è frutto di mesi di ricerca e di notti insonni e il fatto che le scritte siano state tutte fatte a mano ha reso il mio lavoro di ricerca molto complicato. Ho così dapprima comparato tutte le scritte presenti nella stanza. A questo punto mi è venuto istintivo sovrapporvi mentalmente un pentagramma, trovando così una corrispondenza tra i simboli (neumi) e il posto che occupavano nei righi e negli spazi del foglio musicale. A questa proiezione mentale ovviamente è seguita una trasposizione concreta grazie ad un pentagramma su carta trasparente che ho sovrapposto alla grafica definitiva frutto delle comparazioni delle frasi presenti nella stanza: i neumi apparsi si sono incastrati perfettamente sui righi e negli spazi del pentagramma, le ho così tradotte in note, in valori musicali e poi fatto un arrangiamento per orchestra. Incredibilmente, la melodia ha un senso compiuto sia eseguendola tradizionalmente da sinistra verso destra che da destra verso sinistra. La mia ricerca è ancora in atto per scovare nuovi significati rispetto alla semiografia musicale. L'emozione di questa mia scoperta è stata grande ed è la conferma che la musica è capace d'andare anche oltre le parole, questa melodia è un vero messaggio di pace tra culture diverse".

Prima di Mazzamuto erano stati i docenti dell’Istituto di lingue orientali e asiatiche dell’università di Bonn, dopo un anno di lavoro, a decodificare il testo: “Sia lodato Dio, niente è simile a lui” la frase che si ripete come un mantra. I caratteri arabi sono rimasti a lungo indecifrati perché scritti al contrario poichè, probabilmente, realizzati da maestranze locali che non conoscevano la lingua. La stanza, il cui restauro è stato curato da Franco Fazzio, è stata scoperta per caso nel corso della ristrutturazione dell'immobile, un appartamento di proprietà dei giornalisti Giuseppe Cadili e Valeria Giarrusso, in via Porta di Castro.

"Un piccolo gioiello che testimonia la nostra storia ricca di presenze e influenze arabe", l'ha definita il sindaco Leoluca Orlando. Un luogo di meditazione, mistico e spirituale secondo l'asssessore Vittorio Sgarbi tra i primi critici a rimanerne affascinato e ad averne compreso il valore. Negli ultimi anni è stata aperta al pubblico ed ha catturato l'attenzione di esperti e curiosi. Nasconde ancora tanti segreti: non si sa, per esempio, chi l'abbia realizzata nella metà dell'800. I proprietari erano i San Martino, una famiglia massone.

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