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Calogero Zucchetto - foto Facebook "La memoria di chi ha lottato con serietà e professionalità contro la mafia. @F.A.Sarli"

Calogero Zucchetto - foto Facebook "La memoria di chi ha lottato con serietà e professionalità contro la mafia. @F.A.Sarli"

Ucciso davanti al Collica: 38 anni fa l'omicidio Zucchetto, il poliziotto che fece piangere Cassarà

Quei 5 colpi di pistola in via Notarbartolo. Il sindaco ricorda l'agente della Squadra Mobile: "A lui come a tutti gli uomini e le donne delle forze di polizia va e andrà sempre il nostro ricordo con il ringraziamento per aver contribuito a liberare Palermo"

"Anche quest'anno ricordiamo Calogero Zucchetto, agente della Squadra Mobile di Palermo ucciso 38 anni fa perché impegnato con altri nella caccia ai latitanti di mafia". Con queste parole il sindaco Leoluca Orlando ieri ha voluto ricordare il poliziotto ucciso nel 1982. 

Con Ninni Cassarà, Zucchetto andava in giro in motorino a caccia di latitanti. In uno di questi giri, qualche giorno prima di essere ucciso, incontrò due killer al servizio dei corleonesi, Pino Greco detto "scarpuzzedda" e Mario Prestifilippo. I due lo riconobbero, non si fecero catturare e successivamente lo uccisero. L'agente fu crivellato con cinque colpi di pistola alla testa sparati dai killer in sella ad una moto.

"A lui come a tutti gli uomini e le donne delle forze di polizia va e andrà sempre il nostro ricordo con il ringraziamento per aver contribuito a liberare Palermo", ha detto Orlando.

La tragedia si consuma la sera di domenica 14 novembre 1982, all'uscita dal bar Collica in via Notarbartolo. Si dice che nessuno, a Palermo, nemmeno nei giorni più terribili, aveva mai visto piangere un poliziotto. Per questo sono state consegnate alla storia di questa città le lacrime di Ninni Cassarà, che "assiste" con lo sguardo il cadavere di "Lillo" Zucchetto, appena freddato dai killer, e si lascia andare a un pianto di disperazione. Zucchetto era un promettente investigatore. Pagò la passione per il suo lavoro, una professione pericolosa che non concedeva scampoli di vita privata. 

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