Quei 5 colpi di pistola in via Notarbartolo: Palermo ricorda Calogero Zucchetto, il nemico dei corleonesi

Palermo, 14 novembre 1982: dal bar Collica sta uscendo un poliziotto di 27 anni. Appostati in fondo alla strada ci sono Mario Prestifilippo e Pino Greco, che lo vedono e sparano. La città ha ricordato Zucchetto, a 35 anni dall'uccisione

Un momento della commemorazione di oggi

"Lillo pagò la passione per il suo lavoro". Era un promettente investigatore Calogero Zucchetto. Ma svolgeva una "professione pericolosa che non concedeva scampoli di vita privata". Oggi Palermo ha ricordato il giovane agente di 27 anni, collaboratore di Ninni Cassarà, ucciso la sera di domenica 14 novembre 1982, all'uscita dal bar Collica, in via Notarbartolo. Zucchetto venne crivellato con cinque colpi di pistola alla testa sparati da due killer in sella ad una moto.

Un dolore lungo 35 anni. Questa mattina la polizia ha commemorato il poliziotto nella ricorrenza dell'anniversario della sua uccisione. Il questore di Palermo, Renato Cortese, ha deposto una corona sulla lapide del poliziotto della Squadra Mobile proprio sul luogo dell’assassinio, ribattezzato poi largo degli Abeti, all’angolo tra le vie Notarbartolo e Libertà. Presenti sul luogo della commemorazione, oltre ai familiari, le più alte cariche cittadine, della polizia di Stato, civili e militari.

ZUCCHETT0-4Con Ninni Cassarà, Zucchetto andava in giro in motorino a caccia di latitanti. In uno di questi giri, qualche giorno prima di essere ucciso, incontrò due killer al servizio dei corleonesi, Pino Greco detto "scarpuzzedda" e Mario Prestifilippo. I due lo riconobbero, non si fecero catturare e successivamente lo uccisero.

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Si dice che nessuno, a Palermo, nemmeno nei giorni più terribili, aveva mai visto piangere un poliziotto. Per questo sono state consegnate alla storia di questa città le lacrime di Ninni Cassarà, che "assiste" con lo sguardo il cadavere di Calogero "Lillo" Zucchetto, appena freddato dai killer. 

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