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Calogero Guzzetta

Calogero Guzzetta

Calogero Guzzetta nuovo segretario Filctem Cgil: "Categoria avrà ruolo importante per Recovery"

Ha 45 anni ed è un insegnante, dal 2009 al 2014 è stato segretario della Flc Cgil Palermo, il sindacato della scuola. Subentra a Gabriella Messina, entrata a novembre nella segreteria della Cgil Sicilia

Calogero Guzzetta, 45 anni, è il nuovo segretario generale della Filctem Cgil Palermo. Subentra a Gabriella Messina, entrata nel novembre scorso a far parte della segreteria della Cgil Sicilia. E' stato eletto oggi all'unanimità dall'assemblea della Filctem Palermo, alla presenza del segretario Filctem Cgil Sicilia Giuseppe D'Aquila, del segretario Cgil Palermo Mario Ridulfo e in collegamento con Massimo Marani, segretario organizzativo della Filctem Cgil nazionale. 

Guzzetta, insegnante, dal 2009 al 2014 segretario della Flc Cgil Palermo, il sindacato della scuola, nel 2015 è diventato componente della segreteria Cgil Palermo – ruolo che continuerà  a rivestire  - dove tra le deleghe ha ricoperto quella alle politiche organizzative e all'attività produttiva. I temi della digitalizzazione, dell’innovazione, della ricerca, così come quelli della transizione ecologica ed energetica e dell’infrastrutturazione, sono alcune delle importanti questioni con cui la categoria, che comprende i chimici, gli elettrici, l'energia, le manifatture, le aziende ad alta tecnologia, si dovrà misurare nei prossimi mesi e nei prossimi anni. Argomenti sui quali si è incentrata la relazione del nuovo segretario. "Circa 70 dei 191 miliardi del Recovery Plan, infatti, sono destinati alla cosiddetta Rivoluzione verde, una cifra enorme, che costituisce un’opportunità che va colta pienamente e che investirà molti dei settori rappresentati dalla Filctem - dice Guzzetta – Si tratterà di verificare che gli strumenti e le risorse messi a disposizione dall’Unione Europea servano effettivamente alla realizzazione di politiche adeguate per ridurre il il gap infrastrutturale, gli squilibri sociali e territoriali esistenti tra il Sud e il Nord del Paese. La Filctem chiede un programma nazionale di sviluppo che guardi in particolare al Meridione, il cui rilancio rappresenta una grande occasione per sostenere le filiere produttive strategiche attraverso nuovi investimenti, progettando il rafforzamento delle infrastrutture per la mobilità e la realizzazione di nuove reti telematiche, come banda larga e 5G, al fine di favorire il rilancio economico ed occupazionale della nostra realtà, che in questi anni ha assistito alla desertificazione industriale”.

L'attenzione della Filctem Cgil Palermo sarà sempre più rivolta anche in chiave confederale, a fianco della Cgil Palermo, verso le  tematiche che riguardano le società partecipate di acqua, gas, pubblica illuminazione, le infrastrutture, l’impatto ambientale. E da seguire, nei programmi della Filctem, ci sono le vertenze che riguardano le aziende tessili e manifatturiere, le difficoltà del settore chimico e farmaceutico, il destino delle aziende sequestrate e confiscate alla criminalità organizzata. “La nostra attività vertenziale – prosegue Guzzetta - non potrà prescindere dall'assumere una dimensione confederale, laddove sarà necessario. E' stato proprio grazie al gioco di squadra tra la Filctem e la Cgil che siamo riusciti a ottenere un risultato importante per i lavoratori della Centralgas, consentendo loro il riconoscimento di parte delle spettanze arretrate e impedendogli così di portare la protesta alle estreme conseguenze. Un pilastro della nostra azione sindacale dovrà continuare ad essere la capacità di sviluppare vertenzialità e di dare ascolto ai territori”.

L'assemblea è stata conclusa dall'intervento del segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo. “In questo settore, che comprende i comparti che avranno un ruolo prioritario, nella transizione energetica e nello sviluppo sostenibile si giocherà la partita più importante – sottolinea Ridulfo - In questa condizione di difficoltà dovuta alla  pandemia, il tema della transizione energetica comporterà il cambiamento del modello di sviluppo del Mezzogiorno. L'auspicio è di tornare a una vita normale dopo la pandemia ma, rispetto a prima, migliorando il rapporto con il modo di produrre e con l'ambiente, nel rispetto della natura. Su dieci città  in fondo alla classifica per il tasso di disoccupazione, cinque sono siciliane. La condizione di crisi da noi dura da parecchio, troppo tempo. L'occasione del cambiamento è dunque forte e questo processo di cambiamento che abbiamo di fronte dobbiamo provare a governarlo. Un cambiamento che interroga tutti, il mondo del lavoro, l'economia, la politica e anche il sindacato”. 

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