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Almaviva, scongiurati i licenziamenti: sì a nuovi contratti di solidarietà

La modifica dell'inquadramento previdenziale dell'azienda stabilita dall'Inps, dal settore industria a quello terziario, aveva portato allo stop dei "vecchi" contratti di solidarietà. "E' chiaro - dice la Slc Cgil - che questo accordo rappresenta una soluzione provvisoria"

Possono tirare un sospiro di sollievo i lavoratori di Almaviva. Azienda e sindacati hanno trovato l'intesa per fronteggiare il venir meno del contratto di solidarietà in corso. Una "doccia fredda" piovuta sulla testa dei lavoratori a pochi giorni dal Natale e dovuta alla recente modifica dell'inquadramento previdenziale dell'azienda stabilita dall'Inps, dal settore industria a quello terziario. Il 60% della forza lavoro globale di Almaviva gravita su Palermo, dove in due sedi operano 3.500 dipendenti stabili e un migliaio di Lap.

"L'accordo con le parti sociali - si legge in un comunicato - risponde alla necessità di salvaguardare il perimetro occupazionale dell'azienda, attraverso un diverso ammortizzatore sociale - il contratto di solidarietà 'difensivo' di tipo B coerente con la nuova classificazione aziendale e con termine 31 maggio 2016. Un'intesa che, tuttavia, già nel breve periodo rischia di rivelarsi inutile, con la conseguente e inevitabile perdita di diverse migliaia di posti di lavoro, in assenza di immediati interventi diretti a modificare uno scenario di mercato dominato da gravi fenomeni distorsivi, dovuti alla perdurante inosservanza delle leggi italiane sulla delocalizzazione delle attività - condizione più volte sottolineata dalle stesse autorità istituzionali -, al mancato rispetto del contratto nazionale, a gare pubbliche costantemente sotto il costo del lavoro, a un sistema squilibrato di incentivi e agevolazioni che seguitano ad alterare profondamente le condizioni di una corretta competizione".

"Era necessario un nuovo accordo, altrimenti sarebbero partiti i licenziamenti. C'erano già tremila esuberi annunciati", afferma Rosalba Vella, della segreteria Slc Cgil di Palermo. "E' chiaro - aggiunge - che questo accordo rappresenta una soluzione provvisoria, per superare il pasticcio causato dall'Inps, ma non mette in sicurezza il nostro lavoro. Da subito ci attiveremo per trovare una una strategia risolutiva chiedendo un tavolo nazionale alla presenza del ministero del Lavoro e del governo, perchè si discuta di regole chiare per il comparto e di ammortizzatori sociali specifici. Siamo molto preoccupati per la tenuta complessiva di Almaviva. E' la più grande azienda di Palermo, non possiamo permettere che vada via dalla Sicilia, sarebbe un colpo insostenibile per la nostra economia".

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