Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Call center con 37 lavoratori in nero: “Venivano pagati 2 euro all’ora”

Un sistema che ha consentito all'imprenditore di aggirare i contratti nazionali di settore risparmiando, in soli termini di contrattualizzazione nazionale minima, oltre 40 mila euro. Adesso le Fiamme Gialle stanno esaminando nei dettagli la contabilità dell'azienda

Un call center (repertorio)

Mediamente, i compensi si aggiravano intorno a 350 euro mensili. Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire l'erogazione di somme verso i lavoratori per un ammontare superiore agli 80 mila euro in soli sei mesi. A fronte di questo, i lavoratori non hanno mai ricevuto una lettera di assunzione, nè sottoscritto un regolare contratto di lavoro o firmato quietanze di pagamento, percependo una retribuzione oscillante tra i 2 e i 3 euro per ogni ora trascorsa davanti ad un computer, con cuffie collegate ad una postazione telefonica.

Questo sistema fraudolento ha consentito all’imprenditore sia di aggirare i contratti nazionali di settore risparmiando, in soli termini di contrattualizzazione nazionale minima, oltre 40 mila euro, sia di ottenere illeciti risparmi in termini di contribuzione assistenziale e previdenziale. Infatti per le 2.400 giornate lavorative ricostruite dai finanzieri per tutti i lavoratori individuati nell’arco di un semestre, il titolare del call center avrebbe dovuto versare contributi pari a 20 mila euro.

Adesso le Fiamme Gialle stanno esaminando nei dettagli la contabilità dell'azienda, sia per la contestazione delle pesanti multe previste dalle disposizioni vigenti, che nel caso specifico vanno da un minimo di 72.725 euro ad un massimo di 644.330 euro, sia per la ricostruzione dei ricavi sottratti al fisco, dai quali sono state tratte le provviste per pagare in nero di dipendenti. Già alla fine dello scorso anno, la Guardia di Finanza aveva scoperto in città un altro call center che impiegava 20 lavoratori in nero.

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