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Almaviva, rabbia e scioperi per i trasferimenti: il Mise convoca un incontro

L'azienda ha annunciato che 154 operatori dovranno prendere servizio in Calabria. Per i sindacati si tratta di "licenziamenti mascherati". Mentre i lavoratori scendono in piazza, il governo convoca le parti per un nuovo incontro

A maggio sembrava che i lavoratori Almaviva potessero tirare un respiro di sollievo, e invece adesso si torna a parlare di posti di lavoro in bilico, di manifestazioni e di un intervento del governo. La doccia fredda è arrivata con la perdita della commessa Enel e l'annuncio, nei giorni scorsi, di trasferimenti da Palermo a Rende, nel Cosentino. Oggi gli operatori hanno scioperato e sono scesi in piazza per dire "no" a quelli che vengono considerati come "licenziamenti mascherati". E in campo è sceso anche il governo, con l'annuncio di un nuovo incontro tra le parti.

L'azienda dopo avere perso Enel è corsa ai ripari inviando delle lettere in cui chiedeva la disponibilità al trasferimento. Numeri alti, 154 operatori con la valigia. E le previsioni non sono rosee, perchè complessivamente a lavorare al pacchetto Enel erano in 396. Sindacati e lavoratori hanno rimandato al mittente la richiesta. Inevitabile lo scontro. Stamani un presidio in via Cordova. Presenti anche il sindaco Leoluca Orlando e l'assessore alle Attività produttive Giovanna Marano.

"Sono qui con voi e non certo di passaggio - ha detto Orlando -. La mia presenza vuole essere l’ulteriore conferma della solidarietà e della vicinanza dell’amministrazione comunale ai lavoratori di Almaviva. Abbiamo chiesto, con forza, l’istituzione di un tavolo negoziale a livello nazionale e, proprio stamattina, ho avuto rassicurazione da Palazzo Chigi che entro domani avremo la data di convocazione". Risposta arrivata tramite Twitter dal sottosegretario allo Sviluppo Economico Teresa Bellanova, che ha annunciato un incontro di monitoraggio della vertenza per il 20 ottobre alle 15. Obiettivo del tavolo romano è interrompere l'iter dei trasferimenti e trovare soluzioni alternative.

Incontro che parte in salita, dal momento che l'incontro di oggi tra azienda e sindacati non ha portato a una soluzione. “Abbiamo ribadito - affermano Francesco Assisi, segretario Fistel Cisl Palermo Trapani, ed Eliana Puma Rsu Fistel - che riteniamo i trasferimenti comunicati dall'Azienda illegittimi, non vorremmo fossero licenziamenti mascherati. La commessa Enel termina il 31 dicembre, gli animi dei 150 lavoratori e con loro di tutti gli altri colleghi sono disperati, non comprendiamo i vantaggi economici e strutturali derivanti dai trasferimenti verso la sede di Rende”.  “Almaviva - aggiungono - comunica che non ritirerà i trasferimenti e che se non ci saranno delle soluzioni si valuterà una ristrutturazione. Questo atteggiamento oltre a essere irrispettoso degli accordi lo è ancora di più nei confronti delle persone che vivono e lavorano ad Almaviva, le stesse persone che hanno contribuito a farla espandere oltre i confini nazionali”.  Intanto il Mise ha convocato il tavolo per il prossimo 20 ottobre. “Non può essere sempre Palermo a pagare il prezzo più alto. Bisogna colmare subito tutti i ritardi istituzional i– commenta Daniela De Luca segretario Cisl Palermo Trapani – , il governo nazionale deve dare chiari segnali di riforma del settore affinché vengano tutelati i lavoratori. Serve, come sollecitiamo da tempo,  un’azione congiunta di tutti gli attori coinvolti, dal governo nazionale, regionale alle istituzioni locali, per porre fine alle delocalizzazioni, garantire la continuità occupazionale nei cambi di appalto e tutelare i posti di lavoro di tutti”.


LE REAZIONI
PALAZZOTTO E ILARDI (SI) -
 “In un momento così delicato per la vicenda Almaviva, con i primi trasferimenti che partiranno il 24 ottobre, convocare il tavolo ministeriale tra un mese è pura follia, un’azione che fa capire che la vertenza del call center sia l’ultimo dei pensieri del governo”. Così Erasmo Palazzotto, deputato alla Camera di Sel Sinistra italiana, interviene sulla vicenda trasferimenti del call center Almaviva Contact di Palermo, puntando il dito soprattutto contro la decisione del viceministro allo Sviluppo Teresa Bellanova di convocare il prossimo tavolo ministeriale il 20 ottobre.  “Che senso ha riunire il tavolo solo quattro giorni prima del giorno fissato per i trasferimenti dei primi 154 dipendenti? – continua Palazzotto – Non c’è il minimo rispetto per i lavoratori, che fino all’ultimo dovranno restare appesi ad un filo senza sapere che ne sarà di loro”.  “Questa vertenza è stata sottovalutata dal governo – gli fa eco Loredana Ilardi, dipendente Almaviva a Palermo e nella segreteria provinciale di Sel – qui ci sono tremila famiglie in bilico, perché oggi tocca ai colleghi di Enel, ma domani potrebbero essere rimesse in discussione anche le altre commesse, due delle quali andranno in scadenza a fine anno. Non si può continuare con soluzioni tampone, i problemi di Almaviva sono strutturali e devono essere risolti una volta per tutte”.

MICELI (PD) - "La scelta di trasferire centinaia di lavoratori di Palermo in altre sedi ha il sapore di una forzatura per spingere il Governo ad andare oltre gli impegni già assunti. I vertici di Almaviva interrompano i trasferimenti, tornando a quel percorso di reciproca collaborazione per la soluzione della vertenza”. Lo afferma, in una nota, Carmelo Miceli, segretario provinciale del Partito democratico di Palermo, dopo un colloquio con il viceministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova che sta “seguendo con la consueta e dovuta attenzione la vicenda dei lavoratori dell’Almaviva”.
 

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