Cronaca

Almaviva perde la commessa Enel, a rischio 500 posti di lavoro

Si aggrava dunque lo scenario per il call center per il quale era già scattata l'allerta per 2500 dipendenti. Il nuovo fornitore risulta avere applicato un prezzo più basso di oltre il 22%

"Esuberi": ecco in una parola l'incubo che torna a farsi avanti per i lavoratori del call center Almaviva. L'azienda ha perso la commessa Enel e annuncia per la sede di Palermo "la necessità di gestire nel breve termine ulteriori 500 esuberi sul sito palermitano".

A renderlo noto è la stessa direzione aziendale. Si aggrava dunque lo scenario per il sito siciliano per il quale era già scattata l'allerta per 2500 dipendenti. Il nuovo fornitore risulta avere applicato un prezzo più basso di oltre il 22%, "rispetto alla nostra migliore offerta basata sulla pura sostenibilità dei costi - si legge nella comunicazione aziendale - un ribasso d'altra parte, capace anche di vanificare qualsiasi effetto prodotto dalla stessa qualità tecnica delle offerte".

Nei giorni scorsi a impensierire i lavoratori era stata la notizia che i contratti di solidarietà non erano pià validi per una modifica relativa all'inquadramento previdenziale dell'azienda stabilita dall'Inps. Un "allarme" poi rientrato con la sottoscrizione di una nuova intesa tra azienda e sindacati. 

Sul caso è intervenuto anche il sindaco Leoluca Orlando, che ha inviato una lettera ai segretari generali confederali di Cgil, Cisl, Uil nella quale esprime la "forte preoccupazione per quanto sta avvedendo nei settori dei call center, che negli anni sono divenuti una parte importante, e in alcuni casi essenziali, del tessuto produttivo-occupazionale, sopratutto giovanile.  'amministrazione comunale - scrive  - è stata in questi anni interlocutrice attenta di sindacati e imprese, per arginare una crisi che anche in questo settore ha gia richiesto sacrifici rilevanti ai lavoratori”. Nella lettera Orlando manifesta, inoltre, la sua preoccupazione, per quella che definisce una “tendenza preoccupante, relativa ai passaggi dei call center dal settore industriale a quello del terziario”, con conseguenti minori garanzie in termini di ammortizzazione sociale". Da Orlando quindi un invito alle organizzazioni sindacali alla “creazione di un fronte comune nazionale della forze sociali e istituzionali al fine di incidere sul governo e sulle imprese per difendere un settore che ha profonde radici nel Mezzogiorno e nella parte più giovane della popolazione”.

 

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