Calampiso non apre, vacanze negate per migliaia di palermitani: scatta la protesta

Braccio di ferro con il Cda della società che gestisce il villaggio turistico incastonato tra il mare di San Vito Lo Capo e la riserva dello Zingaro. "Chiusura per mancanza di autorizzazioni, ridateci le caparre". La replica: "Poche prenotazioni, tutto rinviato al 2021"

Il villaggio di Calampiso visto dall'alto

Calampiso, il villaggio turistico incastonato tra il mare di San Vito Lo Capo e la riserva dello Zingaro, quest'anno non aprirà. Lo ha deciso il Consiglio d'amministrazione della società che gestisce la struttura, da oltre un trentennio frequentatissima da migliaia di palermitani. Una decisione che ha fatto letteralmente infuriare i titolari delle multiproprietà, che si preparavano già all'apertura della stagione turistica, prevista il 26 giugno, in ritardo comunque rispetto al normale calendario a causa del Coronavirus. E invece la scorsa settimana è arrivata la doccia gelata dal Cda, che ha motivato la scelta con "le pochissime conferme da parte dei titolari".

"Complessivamente - scrive il Cda della Calampiso spa - le previsioni si assesterebbero intorno alle 20 mila presenze tra clienti esterni e titolari, in una struttura che non ne ha mai registrate meno di 60 mila, di cui più di due terzi titolari. Pur stringendo al massimo le previsioni di costo, le presenze che possiamo ragionevolmente attenderci, divengono troppo poche per poter sostenere i costi fissi necessari a garantire quei servizi che riteniamo essenziali, sui quali abbiamo tanto lavorato. Tra lo scegliere se aprire e affrontare tutti i rischi di una stagione certamente difficile e piena d'incognite o rinunciare alla stagione. Abbiamo dunque, con rammarico, scelto di optare per la seconda ipotesi, con lo spirito di considerare questa rinuncia comunque un'opportunità per farci trovare pronti per una stagione 2021 ai massimi livelli".

Giustificazioni che non soddisfano le associazioni Rinascita Calampiso degli Azionisti e Rogitanti, secondo cui "la non apertura non è tanto per l'insufficienza di prenotazioni, ma di un'inadeguata programmazione e della scarsa agibilità della struttura, nonché a causa della mancanza di tutte le autorizzazioni necessarie. Calampiso ha tra l’altro perso la classificazione 4 stelle alberghiera". I titolari delle multiproprietà lamentano anche la mancata restituzione delle caparre per allestire il villaggio: 300 euro per ogni settimana posseduta. Un'ulteriore controversia con gli amminstratori, che potrebbe avere strascichi legali. "Se i multiproprietari dovranno cambiare mare e spiaggia avranno diritto al rimborso?". 

"Tutte le caparre versate - risponde il Cda - non andranno perse e saranno riutilizzate per la stagione 2021. Per chi non è in regola con precedenti pagamenti, le caparre saranno utilizzate per compensare i debiti pregressi. Con la mancata apertura della struttura, pur con tutte le problematiche legate al Covid, certamente non s'interromperanno i lavori. Seguendo anche i suggerimenti di alcuni soci, ci stiamo già impegnando per un nuovo inizio ancora più bello: sfrutteremo i prossimi mesi per migliorare la struttura, ovviamente resta per noi prioritario ridurre al minimo le spese". 

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Parole che anziché spegnere le proteste fanno aumentare l'onda del dissenso. E con Calampiso al palo, in attesa della convocazione per l'approvazione del bilancio (programmata il 27 luglio), i soci annunciano un flash mob per richiamare l'attenzione su quello che ritengono un danno: "Tanta gente aveva programmato la vacanza e ora non avrà rimborsate neanche le spese sostenute".

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