Giovedì, 18 Luglio 2024
La sentenza / Arenella-Vergine Maria

Cade in una buca in una strada senza marciapiede e si rompe il dito di un piede, Comune dovrà risarcirla

Una sessantaseienne si è fratturata il quinto metatarso a causa di un avvallamento in salita della Leva, all'Arenella. Secondo il giudice di pace l'amministrazione e la Rap avrebbero dovuto provvedere alla manutenzione contro insidie e pericoli

Cade in una buca all'Arenella e si frattura il dito di un piede. Ma a quattro anni dai fatti, una donna di 66 anni vince una causa contro il Comune che non aveva né segnalato il pericolo né transennato l'avvallamento.

L'incidente risale al 2019. E' un pomeriggio di luglio, quando la donna si trova in salita della Leva, una viuzza della borgata marinara, quando all'altezza dell'incrocio con cortile II Caruso inciampa a causa della buca. Immediatamente arriva il soccorso di alcuni passanti che, vedendola a terra, chiamano il 118. Trasportata al pronto soccorso di Villa Sofia il referto non lascia spazio a dubbi: "Frattura della base del quinto metatarso del piede sinistro", con una prognosi di 25 giorni.  

Assistita dall'avvocato Gabriele Tarantino, la donna ha così fatto causa al Comune. Il legale ha dimostrato che la mancata manutenzione del manto stradale, la poca illuminazione e l'assenza di marciapiede che obbliga la gente a percorrere la via insieme ai veicoli - fatti confermati anche dai consiglieri di circoscrizione - si sono rivelati un'insidia per la sua assistita, ma lo saranno in futuro anche per tutti gli altri pedoni che percorrendo salita della Leva potrebbero trovarsi in pericolo. 

Secondo il giudice di pace, il Comune in qualità di gestore avrebbe dovuto vigilare, controllare e custodire la strada nelle migliori condizioni possibili, mentre la Rap avrebbe dovuto provvedere alla sua manutenzione. L'amministrazione ha provato a non andare in giudizio offrendo alla signora 1.300 euro come risarcimento. Una proposta non soddisfacente, secondo la donna che ha così proseguito fino alla sentenza che le ha dato ragione. 

Alla signora, 66 anni all'epoca dell'incidente, è stato riconosciuto un danno biologico del 2% con un'abilità temporanea del 75% per un mese, poi ridotta al 50% e al 25% per altri 20 giorni. Proprio per questo, le viene concesso un risarcimento danno di circa 3.000 euro, cui va aggiunto l'importo per le spese mediche di 150 euro. A Comune e Rap, inoltre, sono state accollate anche le spese di giudizio di circa 1.700 euro.

Gabriele Tarantino-4

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