Cronaca

Caduta massi a Monte Pellegrino: Regione finanzia indagini tecniche su pareti rocciose

Dopo i primi lavori di consolidamento dello scorso luglio, verranno effettuati nuovi studi nei versanti di Addaura, Mondello e Vergine Maria. Per scongiurare i crolli s'interverrà con reti, funi e barriere paramassi. Musumeci: "Disponibili 3,7 milioni"

Uno dei costoni rocciosi di Monte Pellegrino

La Regione finanzia indagini tecniche necessarie al progetto esecutivo di messa in sicurezza delle pareti rocciose di Monte Pellegrino. Ne dà notizia il governatore Nello Musumeci in qualità di commissario di governo contro il dissesto idrogeologico nell’Isola, dando così seguito al piano di sicurezza già avviato nel luglio dello scorso anno con i primi lavori di consolidamento.

La seconda tappa del percorso pone le basi per garantire la piena sicurezza del sito. Per l’esattezza, verranno eseguiti studi tecnici - per un importo complessivo di 3,7 milioni di euro - sui tre versanti di Monte Pellegrino, sia nei punti più problematici e rischiosi, Addaura e Mondello, sia a Vergine Maria.  "Interveniamo ancora una volta e in modo tempestivo - commenta Musumeci - per scongiurare il rischio di cadute massi, con grave pericolo per l’incolumità dei residenti e degli automobilisti che percorrono le strade a valle. Verifiche di tal genere sono propedeutiche ad una progettazione esecutiva e, quindi, cantierabile, in grado di risolvere il problema in modo definitivo".

Lo studio di ingegneria - prove di impatto ambientale, analisi geotecniche e geologiche - indicherà, in modo dettagliato, gli strumenti da predisporre e le modalità operative, distinguendo tra interventi di protezione attiva, quali le reti e le funi, e di protezione passiva, ossia le barriere paramassi.

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