Cadavere carbonizzato a Villabate, la vittima ha un nome: domani l'autopsia

Serrate le indagini dei carabinieri, che tramite il furgone - all'interno del quale è stato trovato il corpo - sarebbero riusciti a risalire all'identità. Si tratterebbe del 35enne Antonino Mannino, pregiudicato per spaccio. Non si abbandona l'ipotesi suicidio

Il Fiorino all'interno del quale c'era il cadavere carbonizzato

Si restringono le ipotesi sull'identità del cadavere carbonizzato rinvenuto ieri a Villabate che finalmente ha un nome. Proseguono le indagini dei carabinieri dopo il ritrovamento di un furgone Fiat Fiorino nelle campagne al confine con Ciaculli, vicino al cimitero. La scoperta è stata fatta ieri pomeriggio, intorno alle ore 15, quando qualcuno dei pochi residenti vicini ha segnalato un incendio. La vittima sarebbe il 35enne Antonino Mannino, nato a Palermo ma residente a Villabate, trovato al centro del sedile anteriore. La conferma definitiva arriverà solo dopo l'esame autoptico, disposto per domani presso l’Istituto di medicina legale del Policlinico.

IL RECUPERO DEL CADAVERE (VIDEO)

Dopo la telefonata al 112 i carabinieri sono intervenuti insieme alla Scientifica, la polizia mortuaria e i vigili del fuoco, chiamati a illuminare l’area e fornire ausilio per il recupero. Sul posto anche il sostituto procuratore della Dda Sergio De Montis e il pubblico ministero di turno Claudia Bevilacqua. Dopo i primi accertamenti il mezzo in questione, rinvenuto privo di targhe in fondo a una breve trazzera senza uscita, non risulterebbe essere stato rubato. "Le risultanze investigative - spiegano dal Comando provinciale - ci dicono che il mezzo era nelle disponibilità della vittima in quanto di proprietà della matrigna".

Gli investigatori al momento preferiscono non sbilanciarsi sull’accaduto, cercando nel frattempo anche le immagini dei pochi sistemi di videosorveglianza sparsi nella zona - dove ci sono meno di una decina villette nel raggio di un chilometro - per risalire a qualsiasi dettaglio utile per ricostruire la dinamica. Qualora venisse confermata l'ipotesi dell'omicidio bisognerebbe capire chi possa aver condotto nel luogo del delitto il furgone, con all’interno la vittima, lungo quella stradina sterrata tra gli alberi di arance. Da chiarire, in questo caso, il movente dietro questa barbara uccisione.

LA RIMOZIONE DEL MEZZO (VIDEO)

Al vaglio dei militari anche le ultime denunce per scomparsa grazie alle quali si è arrivati a Mannino, allontanatosi da casa la notte dell'1 novembre. Non è da escludere comunque che possa essersi trattato di un suicidio e che la vittima possa aver cosparso se stesso e il mezzo con del liquido infiammabile prima di darsi fuoco. Verso l'esclusione le altre piste che collegherebbero la morte dell'uomo alla criminalità organizzata o alla mafia, nonostante il 35enne gravitasse attorno al mondo della droga.

"Mannino - concludono dal comando Provinciale - ha dei precedenti per spaccio di sostanze stupefacenti ed è stato arrestato insieme ad altre 67 persone il 16 dicembre 2009 al termine dell'operazione 'Triade', condotta dai militari della compagnia di Bagheria. Inoltre sono in corso le indagini per accertare la dinamica del decesso". Al momento non si esclude nessuna ipotesi.

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