La pazza idea di Orlando: "Bus e tram gratis per chi paga la tassa sui rifiuti"

Colpo ad effetto del sindaco durante il vertice coi sindacati sulle partecipate. L'Amat incassa poco dai biglietti, il Comune deve fare i conti coi "furbetti" della Tari. Si punta a convincere gli evasori con l'incentivo del trasporto pubblico. Proposta al vaglio dell'assessorato al Bilancio

"Bus e tram gratis per tutti i residenti a Palermo in regola con la Tari". La pazza idea, che poi tanto pazza non è, l'ha lanciata il sindaco Leoluca Orlando durante un vertice con i sindacati sulle aziende partecipate, che si è tenuto oggi a Palazzo delle Aquile.

Il primo cittadino punta a prendere due piccioni con una fava: convincere gli evasori a mettersi in regola con l'odiata tassa sui rifiuti e al tempo stesso incentivare il trasporto pubblico urbano. Quello del sindaco non è soltanto un colpo di teatro, una battuta ad effetto, ma una proposta che si fonda su un ragionamento ben preciso: dalla vendita di biglietti e abbonamenti l'Amat incassa 8 milioni. "Per nulla una grossa cifra - dice l'assessore al Bilancio, Roberto D'Agostino - se consideriamo che da questo importo vanno detratte tutte le spese: dai controllori che l'Amat manda sui bus alla stampa dei titoli di viaggio, passando per il personale che segue l'iter delle multe". Al netto, l'Amat incasserebbe una somma che oscilla tra i 2 e i 3 milioni di euro.

Per passare dalle parole ai fatti però la pazza idea di Orlando va "vestita" da un punto di vista tecnico. A "confezionare" l'abito è stato chiamato proprio l'assessore al Bilancio, in collaborazione con l'Amat. "Valuteremo i pro e i contro - spiega D'Agostino - poi metteremo tutto sul piatto della bilancia e prenderemo una decisione". Insomma, la fattibilità della proposta è tutta da accertare. Se dovesse andare in porto, le ricadute non sarebbero trascurabili. 

"Oltre all'impatto positivo sulla mobilità - prosegue l'assessore - l'amministrazione darebbe un segnale concreto ai cittadini virtuosi e un premio a chi paga la Tari". Oggi il gettito della tassa sui rifiuti ammonta a 123 milioni di euro. Il Comune però ne incassa meno di due terzi. "Registriamo un tasso di evasione del 35% - conferma D'Agostino - tanto che le risorse incamerate sono nell'ordine degli 80 milioni, forse qualcosina meno". 

Conciliare il rilancio del sistema dei trasporti con il recupero della Tari non è cosa semplice. Tanto che non manca lo scetticismo di chi sostiene che Amat e Comune potrebbero rimanere con un pugno di mosche in mano, ovvero avrebbero eguale difficoltà a recuperare la Tari dagli evasori (malgrado l'incentivo) e comunque dovrebbero subito mettere in conto una perdita per garantire la gratuità del servizio ai cittadini in regola con la tassa. A pagare rimarrebbero solo turisti e morosi (ammesso che quest'ultimi paghino).

E ancora tante sono le incognite, ad esempio: ai cittadini virtuosi verranno rilasciate delle tessere Amat dopo aver riscontrato l'effettivo pagamento della Tari o i controlli avverranno ex post direttamente a bordo di bus e tram? E ancora: l'Amat riuscirà reggere il contraccolpo della perdita di incassi in attesa che il Comune recuperi la Tari non versata? A queste ed altre domande dovrà rispondere il gruppo di lavoro Comune-Amat, che sarà coordinato dall'assessore D'Agostino.

Intanto, evasione della Tari, i sindacati affermano: "Pagare tutti ma pagare meno deve essere l’obiettivo dell’amministrazione comunale, recuperare queste somme darebbe ossigeno alle casse delle Partecipate". Così Enzo Campo (Cgil), Leonardo La Piana (Cisl) e Gianni Borrelli (Uil), che giudicano "positivo il dialogo intrapreso con il Comune". In ballo c'è il travaso di 320 dipendenti di Reset in Rap, Amat, Amg e Amap. A gennaio si comincia coi primi 111 lavoratori della Reset, che passeranno con cessione individuale di contratto a Rap (94) e Amat (17). Anche l'Amg ha previsto delle assunzioni: 42 nel 2020 e 4 nel 2021. 

"Il futuro delle partecipate - affermano ancora i tre sindacalisti - è fortemente collegato al bilancio consolidato del Comune, quindi il livello di attenzione deve essere al massimo per garantire il futuro ai lavoratori coinvolti e poter fare nuove assunzioni, rispetto alle esigenze che si manifesteranno. Noi vogliamo che le partecipate rimangano a proprietà pubblica".

All'incontro col Comune era presente anche la Cisal, secondo cui "la riorganizzazione del sistema delle partecipate è fondamentale per garantire servizi di qualità ai cittadini e valorizzare al meglio i lavoratori: in questo senso - dicono Gianluca Colombino, Giuseppe Badagliacca e Nicola Scaglione - è fondamentale il processo di mobilità orizzontale tra le partecipate attraverso il meccanismo della cessione di contratto su base volontaria. Alcune aziende come Amap, Amat e Rap hanno certamente bisogno di nuovo personale e la Reset deve applicare gli accordi sindacali che prevedono il ritorno a salari dignitosi per tutto il personale. Bisogna potenziare Amg e Sispi e adottare nuove strategie improntate all'innovazione e al rispetto dell'ambiente".

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"Abbiamo ribadito le richieste che da tempo la Cisal porta avanti - concludono i sindacalisti - tra cui una holding unica che accorpi tutte le partecipate con un’unica regia e programmazione. Serve un percorso chiaro e certo di ammodernamento dei servizi offerti alla città: il tempo degli sprechi e dei carrozzoni è finito, abbiamo bisogno di una visione di insieme che garantisca adeguati standard di qualità. Un processo che deve includere necessariamente i dipendenti diretti del Comune, con un intervento sui part-time a cui garantire un ulteriore incremento dei contratti verso il tempo pieno. I dipendenti diretti sono parte essenziale di tutta la macchina amministrativa: anche alla luce dei pensionamenti i concorsi sono ormai improcrastinabili, così come la riqualificazione del personale tramite progressioni. Una volta esaurite le richieste volontarie del personale delle partecipate, abbiamo proposto che per compensare i vuoti si dia priorità proprio ai comunali part-time con specifiche competenze e professionalità".

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