L'odissea di Bruno Contrada: sì della Corte europea contro le perquisizioni in casa

Ha subito controlli non essendo indagato: i giudici di Strasburgo hanno valutato positivamente la richiesta presentata dal legale dell’ex numero 2 del Sisde. Che ora commenta: "E' inammissibile che in uno Stato di diritto chiunque possa subire intrusioni della pubblica autorità nella propria vita privata"

Bruno Contrada

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha dichiarato “ricevibile” il ricorso presentato dalla difesa dell’ex dirigente del Sisde Bruno Contrada alla stessa Cedu. I giudici di Strasburgo hanno dunque valutato positivamente la richiesta presentata dal legale Stefano Giordano contro le perquisizioni e le intercettazioni eseguite nei confronti di Contrada negli ultimi due anni, su ordine della Procura di Reggio Calabria e della Procura generale di Palermo.

Una decisione per nulla scontata, considerando l’elevatissima percentuale di respingimento di tali istanze (circa il 97%) da parte della Corte europea. Tre perquisizioni, in un momento storico in cui Contrada non era indagato, svolte tra l’estate di due anni fa e quella del 2018.

Condannato a 10 anni per concorso in associazione mafiosa, Contrada ha scontato la pena, ma nell’ambito di nuove indagini su vicende più remote nel tempo, come l’omicidio dell’agente di polizia Nino Agostino, ucciso con la moglie Ida Castelluccio il 5 agosto 1989, era emersa l’esigenza investigativa di accertare alcuni fatti presso la sua abitazione.

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo aveva poi dichiarato “ineseguibile” la condanna di Contrada per l’indeterminatezza del reato di concorso esterno. Nel ’92 infatti, quando il funzionario del Sisde fu messo sotto accusa, tale reato non era ancora definito con chiarezza.

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Secondo il legale di Contrada, l'avvocato Stefano Giordano, le tre perquisizioni subite da Contrada erano illegali. L'avvocato Giordano parla di una "natura oggettivamente persecutoria nei confronti di un soggetto che - a  seguito della nota sentenza della Corte di Cassazione del 6 luglio  2017 - è tornato a essere innocente e incensurato appare di immediata  evidenza". ''Attendiamo serenamente - dice all'Adnkronos - che il ricorso venga ora comunicato al Governo italiano. Siamo cautamente soddisfatti di questo primo risultato raggiunto, non solo nell'interesse del  perseguitato dottor Contrada, ma anche e soprattutto nell'interesse  della giustizia. E' infatti inammissibile che, in uno Stato di diritto, chiunque  possa essere soggetto a intercettazioni, perquisizioni e, in generale, intrusioni della Pubblica Autorità nella propria vita privata e nel  proprio domicilio, pur non essendo sottoposto ad alcun procedimento  penale. E' una falla, questa, che a nostro parere il legislatore deve  colmare'', conclude Giordano.

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