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Bruno Contrada - ansa

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Bruno Contrada, annullato il maxi risarcimento di 667 mila euro

Lo ha deciso la Cassazione. Con l'ordinanza depositata il 6 aprile 2020 la Corte d'Appello di Palermo aveva liquidato a favore dell'ex 007 la somma a titolo di riparazione per ingiusta detenzione

La quarta sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato con rinvio l'ordinanza della Corte d'Appello di Palermo che aveva riconosciuto a Bruno Contrada la riparazione per ingiusta detenzione, quantificandola in 667 mila euro.

Con ordinanza depositata il 6 aprile 2020, la Corte d'Appello di Palermo aveva liquidato a favore dell'ex 007 Bruno Contrada la somma di 667 mila euro a titolo di riparazione per l'inguusta detenzione patita nel procedimento penale. Su Contrada, assistito dall'avvocato Stefano Giordano del Foro di Palermo, si era pronunciata anche la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Successivamente era arrivata la sentenza della Corte di Cassazione.

La reazione di Contrada

"Mi dispiace ma oggi non ho nulla da dire... Ho sempre parlato con i giornalisti ma su questo davvero non ho nulla da dire". Bruno Contrada - che a settembre compirà 90 anni - non vuole aggiungere altro una volta appresa la notizia. 

L'avvocato di Contrada

"La Suprema Corte non è entrata nel merito (né può farlo) del diritto di Contrada alla riparazione per ingiusta detenzione; ma ha probabilmente ravvisato un vizio motivazionale dell'ordinanza della Corte d'Appello e pertanto ha disposto un nuovo giudizio". Sottolinea l'avvocato Stefano Giordano, legale di Bruno Contrada. "Continueremo pertanto la nostra battaglia con tutte le azioni necessarie per l'ottenimento di questo giusto riconoscimento, nella speranza che le Corti adite facciano in fretta, viste l'età e le condizioni di salute del Prefetto Contrada", conclude.

Ingroia: "C'è qualcosa che non funziona"

Con queste parole invece l'ex pm Antonio Ingroia, che rappresentò l'accusa nel processo a Bruno Contrada, commenta la decisione dei giudici a Corte Suprema: "Non conosco ancora le motivazioni della Corte di Cassazione ed è giusto attendere per leggerle ma mi auguro e immagino che l'intervento della Cassazione serva a ricomporre un paradosso giuridico di un imputato comunque dichiarato colpevole con sentenza definitiva al quale lo stesso Stato dovrebbe risarcire il danno".

"C'è qualcosa che non funziona - dice ancora Ingroia all'Adnkronos - Speriamo che la Cassazione possa indicare una via di chiarezza anche per l'opinionrr pubblica". Per Ingroia "la sentenza di Strasburgo è stato un colossale equivoco". "Mi sembra assurdo che di fronte a una condanna definitiva lo Stato debba essere condannato al risarcimento di un imputato ritenuto colpevole in via definitiva. E' assurdo che debba avere un risarcimento". E conclude: "Mi auguro che la Cassazione abbia posto rimedio e avrà dato delle indicazioni chiare".

fonte Adnkronos

Articolo aggiornato il 21 gennaio 2021 alle ore 15,22 // Inserita dichiarazione del legale di Bruno Contrada

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