Cronaca Oreto-Stazione / Via Fichidindia

Brancaccio, volontari bonificano terreno confiscato alla mafia

Copertoni, vetro, plastica: sono serviti 30 volontari per ripulire il terreno di via Fichidindia. "Importante essere tanti per dimostrare l'appartenenza al territorio - spiega padre Maurizio - ma serve riaprire la strada al traffico"

Le operazioni di bonifica a Brancaccio - foto La Russa

Guanti ed olio di gomito per bonificare un terreno a Brancaccio. Trenta volontari si sono dati da fare, durante il pomeriggio di ieri, per liberare dai rifiuti un appezzamento di terra confiscato ad un prestanome dei Graviano, in via Fichidindia. In quegli stessi luoghi, il prossimo 20 ottobre verrà posata la prima pietra di un grande progetto che prevede la costruzione di una chiesa, dove confluiranno i fedeli della parrocchia di San Gaetano e Santissima Maria del Divino Amore, e di un piccolo impianto sportivo.

"E' importante coinvolgere più persone possibile - spiega padre Maurizio Francoforte, della parrocchia di Brancaccio - per far sentire l'appartenenza dei cittadini al territorio. Per venti anni è stato un bene confiscato ed abbandonato, ora la gente deve fare di tutto per potersene riappropriare. Abbiamo iniziato lunedì che eravamo cinque persone, ma ora siamo molti di più e per questo voglio ringraziare i ragazzi delle associazioni ed i parrocchiani che hanno partecipato. Allo stesso tempo credo sia necessario riaprire la strada che costeggia questo terreno, così che possa scorrere il traffico e non resti un posto dimenticato. Il 20 ottobre, quando inizieranno i lavori, potremo renderci conto dell'attaccamento della gente alla chiesa".

Copertoni, vetro, metallo, ferro, plastica, spugna ed anche eternit. Questo il materiale raccolto e depositato nei cassoni messi a disposizione dalla Rap, che nei prossimi giorni saranno ritirati dall'azienda. "Siamo orgogliosi di avere partecipato alla manifestazione - spiega Federico Nuzzo, presidente del circolo culturale Arci The Factory -. Il nostro gruppo ha dimostrato che insieme si può fare tanto: il piccolo contributo di ognuno può condurre ad un grande risultato. Il lavoro non è ancora terminato, ma la scadenza che ci siamo fissati è quella del prossimo 20 ottobre. Abbiamo stretto rapporti con i volontari della chiesa di Brancaccio, con i quali organizzeremo varie attività assieme - conclude - affinché l'iniziativa di ieri non resti un caso isolato. Il quartiere ha bisogno di essere vissuto, dimostrando l'importanza di essere presenti sul territorio e del concetto di legalità".

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