Il pasticcio di piazza XIII vittime, dissuasori anti-bivacco nelle panchine installati e poi rimossi

Il montaggio dei braccioli in metallo per evitare che i clochard potessero dormire sulle panchine ha fatto storcere il naso a molti. L'assessore Mattina: "Si è trattato di un errore". Dietro l'episodio, fanno sapere dal Comune, una "errata interpretazione di un documento"

Gli operai comunali rimuovono i dissuasori dalle panchine

Prima l'installazione di alcuni braccioli in metallo per evitare che i clochard potessero dormire sulle panchine, poco dopo la loro rimozione. Ci sarebbe stata una "errata interpretazione di un documento - spiegano dal Comune - preparato da alcuni cittadini" dietro il pasticcio di piazza XIII vittime che ha fatto storcere il naso a tanti palermitani. Dopo i numerosi i messaggi di protesta per il montaggio dei dissuasori che sarebbe avvenuto nei giorni scorsi, l'assessore comunale alla Cittadinanza sociale Giuseppe Mattina ha subito preso le distanze dalla vicenda: "Chi conosce la visione di questa Amministrazione e la chiarezza delle sue posizioni in difesa di tutte le persone fragili, non può fare fatica a comprendere che si è trattato di un errore".

Tutto è iniziato con l'intervento degli operai comunali a supporto di un'associazione civica che hanno installato, con ogni probabilità su disposizione di qualcuno interno all'Amministrazione, alcuni dissuasori anti-bivacco in metallo. Una decisione non gradita alla maggior parte dei palermitani che hanno attaccato il Comune per la scelta. Scelta che però non si sarebbe rivelata tale e che sarebbe imputabile più a un equivoco. Lo stesso assessore Mattina non ha tardato a considerare un errore l'accaduto. "In questi anni - ha scritto - è stato istituito un servizio specifico sulla marginalità adulta, sono stati attivati dormitori e centri di accoglienza e altro ancora. Si sta continuando su questa via. Certo, tutto è migliorabile ed il contributo di tutti è fondamentale. Grazie per le segnalazioni. Le migliaia di richieste in tal senso hanno dimostrato ancora una volta che questa è una città accogliente e che rifiuta metodi e modalità inumane. Scusate per la mancata attenzione. Io sono persona, noi siamo comunità".

Una volta scoppiato il caso, il Comune ha subito deciso di correre ai ripari disponendo l'immediata rimozione dei dissuasori. "A richiedere l'intervento immediato degli operai del Coime - hanno fatto sapere oggi pomeriggio dal Comune - era stata la Giunta, informata solo venerdì sera dell'installazione che era stata fatta, sempre da operai comunali, a causa di un'errata interpretazione di un documento preparato da alcuni cittadini che si era inteso essere fosse stato accolto dall'Amministrazione comunale. Allo stesso tempo è stata convocata per la prossima settimana una riunione con i rappresentanti del comitato di cittadini che ha chiesto di poter gestire la villetta della piazza".

"Interventi di questo tipo - ha detto il Sindaco - sono in assoluta dissonanza con lo spirito di questa Amministrazione. Con i residenti della piazza e i cittadini che hanno proposto di poter gestire quello spazio verde abbiamo già avuto diversi incontri e ci incontreremo nuovamente nei prossimi giorni, ma certamente l'idea del decoro non può collidere con il rispetto delle persone, soprattutto delle persone più fragili e indifese. Nessun provvedimento o iniziativa che sia o appaia 'contro' qualcuno porterà risultati positivi per la comunità. Da quando l'Amministrazione si è insediata 8 anni fa, l'intervento per i senza dimora per scelta o per necessità è stato uno dei temi costanti che ha improntato la nostra azione. Ne sono dimostrazione la nascita di 5 poli di accoglienza diurna e notturna e il lavoro di strada non più solo affidato a gruppi di volontari, ma divenuto parte integrante dell'attività del servizio sociale comunale. Anche in questa come in altre situazioni che si sono verificate in questi mesi, sono certo che con il dialogo e il confronto riusciremo a trovare una soluzione condivisa che terrà conto delle esigenze di tutti e di ciascuno, nel massimo rispetto delle persone".

Frasca Polara: "Male assecondare certe richieste"

"È stato giusto alzare la voce altrimenti quei dissuasori anti-clochard sarebbero ancora lì. L’Amministrazione - commenta il presidente dell’ottava circoscrizione Marco Frasca Polara, intervenuto per richiederne la rimozione - ha fatto male ad assecondare le richieste di alcuni residenti. I braccioli sulle panchine non servono a migliorare il decoro né ad allontanare i senzatetto dalla piazza. Sono solo un atto di barbarie. Una forma di inciviltà e intolleranza verso i più deboli, che non pensavamo di vedere nella città di Palermo. Adesso il Comune si impegni a garantire la manutenzione, la pulizia e la cura della villa". 

Anello (Lega): "Comune pensi a potenziare dormitori"

"L'installazione dei braccioli avrebbe potuto contribuire a dare più decoro e pulizia in tutta la zona senza ledere nessun 'diritto delle persone', come hanno dichiarato il vicesindaco Fabio Giambrone e gli assessori Sergio Marino e Giuseppe Mattina. Ma poi quale diritto, quello di dormire in mezzo alla strada con i topi che ti fanno visita appena chiudi gli occhi o il diritto ad urinare e fare altri bisogni sotto ai balconi dei residenti?". Lo dice Alessandro Anello, commissario provinciale della Lega e consigliere a Sala delle Lapidi, commentando la presa di posizione dei tre esponenti della Giunta comunale.

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“L’amministrazione guidata da Orlando - aggiunge Anello - pensi piuttosto a potenziare i dormitori pubblici a beneficio delle donne e degli uomini senza dimora della città, dando loro la dignità di un letto dove riposare e servizi igienici dove lavarsi, invece che fare ideologiche marce indietro parlando di 'spiacevole equivoco' rispetto ad un atto di civiltà sollecitato dai residenti di piazza XIII Vittime e realizzato dalle maestranze comunali. Avere rimosso quei braccioli calpesta le richieste dei cittadini, come d'altronde sta accadendo anche per le assurde piste ciclabili in via Leopardi, dove nonostante le vibranti proteste di residenti e commercianti l'assessore alla Mobilità, Giusto Catania, imperterrito sta facendo installare un pericolosissimo cordolo, come se non bastavano già i parcheggi delle auto ricavati praticamente in mezzo alla carreggiata. È un modo di governare la città totalmente scollato dalla realtà - conclude Anello - che non tiene conto delle reali esigenze dei palermitani".

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