Los Angeles, il Mob Museum dedica una targa a "Don Tano" ed è polemica

Il primo museo sulla storia della mafia omaggia Badalamenti, celeberrimo boss di Cosa nostra, ma non ricorda chi, come Peppino Impastato, è morto per combattere lo stesso fenomeno

Una targa al super boss Gaetano Badalamenti all'interno del Mob Museum di Los Angeles ma nessun omaggio alle sue vittime. Secondo la direzione del primo museo al mondo sulla criminalità organizzata il capomafia siciliano, nato a Cinisi non poteva non essere commemorato. La targa collocata al terzo piano del museo recita: "Gaetano Badalamenti, celeberrimo boss della mafia siciliana, si distinse per essere stato il capo di un giro di traffico di eroina internazionale multimiliardario che andava da Brooklyn alla Sicilia". Nessuna commemorazione, invece, per il giornalista e militante di Democrazia Proletaria Peppino Impastato, noto al grande pubblico grazie al film "I Cento Passi", che il boss fece assassinare perchè scomodo.

Il commento di Giovanni Impastato. "Purtroppo la mafia viene spesso considerata un fenomeno di folklore, soprattutto all'estero. Così facendo non si incoraggia la diffusione di una cultura antimafia, che esiste da quando esiste questo fenomeno. Non bisogna mai dimenticare che la mafia, nel tempo, ha sempre avuto dei contestatori e che ci sono state delle persone che hanno dato la loro vita per combatterla".

Il capomafia.  Fu mandante anche di altri omicidi. Ma fu il traffico di eroina dalla Sicilia agli Stati Uniti a far guadagnare a Gaetano Balamenti un "posto d'onore" all'interno della Cupola. Nel 1987 fu condannato negli Stati Uniti a 45 anni di reclusione per lo spaccio di droga. Nel 2002 la corte italiana lo ha condannato all'ergastolo come mandante dell'omicidio di Giuseppe Impastato. E' morto il 29 aprile 2004 all'età di 81 anni nel Centro medico federale di Devens nel Massachusetts. I suoi beni sono stati espropiati nel 2007 e oggi quella che era la sua casa è stata assegnata al Centro Impastato ed è diventata luogo di incontri e iniziative culturali.

Il museo. Ha aperto lo scorso febbraio in occasione del 73esimo anniversario del Massacro di San Valentino, la strage scoppiata nel 1929 tra Al Capone, detto "Il Napoletano" e l'irlandese George "Bugs" Moran che si contendevano il controllo della città di Chicago e del mercato degli alcolici e che ha sancito la vittoria indiscussa della la mafia italo-americana. Oltre all'omaggio a "Tano Seduto", soprannome con cui Peppino Impastato amava chiamare "Don Tano", primo cittadino di "Mafiopoli" la dirigenza sta pensando di dedicare uno spazio a Provenzano e Riina. Già presente invece un'area per i grandi pentiti di mafia come Buscetta. Nemmeno un angolo, invece, a chi ha fatto della lotta alla mafia la sua missione di vita come i magistrati Falcone e Borsellino.
 

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