Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca Montepellegrino / Via Mariano d'Amelio

Palermo nel ricordo di Borsellino, Di Matteo: "Un dovere cercare la verità"

Ecco gli interventi che hanno portato alla memoria l'impegno ed il sacrificio del magistrato e degli agenti della scorta assassinati nel '92. Contestata dalle Agende Rosse il presidente della Commissione antimafia Rosy Bindi. Alle 16.58 il minuto di silenzio

L'albero Borsellino di via D'Amelio

19 luglio 1992. Ore 16.58. La città si ferma e trattiene il respiro dopo il boato che ha investito via D'Amelio, quando la mafia decide di spezzare la vita di Paolo Borsellino e degli agenti della scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Eddie Walter Cosina, Claudio Traina e Vincenzo Li Muli. Ventidue anni dopo, la società civile torna a gridare a gran voce vicinanza e affetto al magistrato che, insieme a Giovanni Falcone (ma non solo), ha cercato di dare una svolta nella lotta a Cosa nostra. Ieri il discorso commosso del figlio Manfredi Borsellino al Palazzo di Giustizia: "La presenza di mio padre la avverto così ancora forte così come è forte il ricordo del suo umorismo delle sue battute". (VIDEO). Fuori, invece, le Agende Rosse hanno intonato lo slogan "fuori la mafia dallo Stato".

ORE 18.20 - Dopo il pm Di Matteo prende la parola il procuratore aggiunto di Messina, Sebastiano Ardita: "Oggi Paolo si chiederebbe cosa trattenga chi vuole cercare la verità e si stupirebbe nel vedere che chi ha continuato sulla sua strada debba ancora lottare per farlo. Faremo di tutto - ha aggiunto - per fare in modo che Paolo non venga ucciso una seconda volta, inseguendo quegli ideali di verità e giustizia di cui lui vorrebbe che fossimo sacerdoti";

ORE 17.40 - Sul palco è la volta del pm Nino Di Matteo: " Voglio dire grazie a tutti i cittadini che proteggono i valori che furono di Paolo Borsellino, calpestati dall'arroganza dei prepotenti e degli impuniti. Queste manifestazioni - ha proseguito - hanno senso solo se vengono sostenute con con coraggio. Abbiamo il dovere etico e morale di cercare la verità, anche se ci rendiamo conto che quel cammino potrà costare sempre più lacrime e sangue. Per cercare la verità è necessario farlo con onestà intellettuale, rispettando la verità e non temendo mai di declamarla, anche se può apparire sconveniente e impopolare";

ORE 16.58 - Dopo gli interventi dei vari protagonisti della giornata, è arrivato il momento del "minuto di silenzio" in memoria del giudice Borsellino e degli agenti della scorta. In tanti si sono abbandonati al pianto, prima di lanciarsi in un lungo e sentito applauso;

ORE 16.35 - Arriva nel luogo della commemorazione Nino Di Matteo. Il pm è stato accolto da un fragoroso applauso e numerosi incitamenti: "Nino continua così, non sei solo!";

ORE 16.22 - In via D'Amelio compare il presidente della Commissione antimafia Rosy Bindi. L'accoglienza dei rappresentati delle Agende Rosse, però, non è stata delle migliori: le hanno voltato le spalle alzando in alto le agende rosse. Un modo, forse, per dire no alla presenza delle istituzioni nel luogo della strage. Poi, dialogando con Rita e Salvatore Borsellino, il presidente della Commissione antimafia ha spiegato: "Valuteremo se aprire una commissione d'inchiesta per le stragi mafiose del '92. Fino ad ora - ha proseguito - non lo abbiamo fatto perché ci sono tre processi in corso e non vogliamo interferire con l'autorità giudiziaria". Secca la risposta di Salvatore Borsellino: "Parla di interferenze che, però, ci sono già state. Lo stesso presidente Napolitano che non vuole testimoniare al processo per la trattativa, mi lascia allibito", aprendo poi ad un barlume di fiducia nel lavoro che Rosy Bindi potrà svolgere;

ORE 12.25 - Anche Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco di Palermo Vito, è arrivato in via D'Amelio al fianco del proprio figlio. Dopo un caloroso abbraccio con Salvatore Borsellino, il collaboratore di giustizia ha dichiarato: "In questo luogo ho le mie responsabilità, ma sono uno dei pochi che ha la faccia ed il coraggio di venire - poi ha aggiunto -. Ho portato mio figlio che sta iniziando a capire tutto. Per la prima volta vedo i potenti tremare davanti alle domande del pm Antonino Di Matteo. Credo - ha concluso - che quel castello di menzogne stia per crollare, ma sono ancora tanti quelli che mancano in quell'aula";

"Il ricordo di Borsellino evoca l'esigenza di verità e giustizia - ha detto il sindaco Leoluca Orlando - E' un'occasione per ricordare lui ed il suo impegno nel contrasto alla mafia, per ricordare l'importanza di fare luce su quell'ignobile trattativa tra Stato e mafia". Nel frattempo si è conclusa la mattinata per i 150 bambini giunti dalle periferie per conoscere la storia del giudice Paolo in un percorso ludico alla scoperta dei simboli dell'antimafia;

ORE 11.50 - Anche la figlia del giudice Borsellino, Lucia, è intervenuta durante la commemorazione spezzando il tradizionale silenzio che l'ha sempre contraddistinta: "Sento ancora viva la presenza di mio padre. Il nostro silenzio non è stato fine a se stesso - ha dichiarato dopo la messa che si è tenuta alla caserma Lungaro -, ma è un silenzio che parla, perché la nostra è una responsabilità quotidiana. Così i nostri genitori avrebbero voluto che continuassimo ad alimentare quei valori che ci hanno nutrito, con senso di responsabilità e lontano dai riflettori";

Da via D'Amelio, invece, ha parlato Rita Borsellino: "La verità sulle stragi sembrava a portata di mano, e invece è stata occultata per costruirne un'altra. A chi interessava? Esprimiamo solidarietà ai magistrati che lavorano su un campo minato. E' meglio - ha aggiunto - non alimentare polemiche create ad hoc per distogliere l'attenzione dai temi importanti";

ORE 11.10 - "Oggi deve partecipare solo chi sente il bisogno di farlo, anche se fossero poche persone - ha dichiarato Rita Borsellino, sorella del magistrato trucidato dal tritolo, intervenendo all'inizio della manifestazione -. Non è opportuno che in via D'Amelio venga chi ha perso il diritto di ricordare Paolo. Non ho mai attaccato le istituzioni - ha proseguito -. Piuttosto dico che alcuni occupano dei ruoli da cui dovrebbero essere allontanati". La lotta alla mafia, secondo il capo della polizia Alessandro Pansa, ha registrato "grandi passi avanti". E sulla verità relativa alla stagione delle stragi ha aggiunto: "Tocca alla magistratura andare fino in fondo per svelare eventuali altre verità";

ORE 9.30 - Circa 150 bambini provenienti dalle periferie di Zen, Cep, Borgo Nuovo, hanno partecipato ad alcune attività ludiche organizzate con il "Laboratorio Zen insieme", mirate al ricordo del giudice Borsellino e alla conoscenza della storia della mafia e dell'antimafia;

IERI SERA - "Giorgio Napolitano deve andare a testimoniare al processo sulla trattativa Stato-mafia". Queste le parole di Antonio Ingroia, intervenuto al dibattito organizzato da Antimafia Duemila in occasione del ventiduesimo anniversario della strage di via D'Amelio. Ingroia ha parlato di uno "Stato colpevole che ha depistato le indagini per tutelarsi. Il cambiamento - ha proseguito - non arriverà mai da parte di questo Csm che si spartisce i posti in base al peso delle correnti. Un Csm così non farà mai procuratore aggiunto un Nino Di Matteo o un Francesco Del Bene, almeno fino a quando a presiederlo sarà un uomo come Giorgio Napolitano. Occorre dare una spallata - ha concluso - al conformismo politico e giudiziario ed all'opportunismo di carriera di alcuni professori".

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A dare il via alla manifestazione sono state le Agende Rosse, quando un centinaio di persone hanno partecipato al sit in davanti al Palazzo di Giustizia prima di spostarsi in corteo verso la Facoltà di Giurisprudenza per il dibattito "Un Paese senza verità. Continuare a cercarla 22 anni dopo la strage di via D'Amelio", organizzato da Antimafia Duemila. Alle 16,58, orario in cui scoppiò la bomba, spazio al minuto di silenzio. Nella mattinata, alele ore 9.30, alla caserma Lungaro, è intervenuto il capo della polizia Alessandro Pansa che ha deposto una corona di fiori presso il Reparto scorte della Questura.

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