Mercoledì, 17 Luglio 2024
Cronaca

La maxi truffa del bonus cultura: incassa oltre 470 mila euro sostituendosi agli studenti

La guardia di finanza ha scoperto il sistema messo in atto dal titolare di una cartolibreria al Cep: attraverso false attestazioni tra il 2017 e il 2021 ha indotto in errore il ministero per i Beni e le attività culturali e per il Turismo riscuotendo indebitamente le somme connesse al voucher erogato dallo Stato

I finanzieri del comando provinciale di Palermo, nei giorni scorsi, hanno portato a termine un’articolata attività di polizia giudiziaria, eseguendo un sequestro preventivo finalizzato alla confisca di oltre 470 mila euro, somma ritenuta profitto di una truffa aggravata che sarebbe stata realizzata da un commerciante palermitano per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

L’indagine, sviluppata dopo una puntuale selezione operata su una platea di fruitori del cosiddetto bonus cultura, ha fatto emergere un sofisticato meccanismo fraudolento che sarebbe stato ideato dal titolare di una cartolibreria al Cep. "Come noto - dicono dalla guardia di finanza - il bonus cultura è un contributo elargito dallo Stato a vantaggio dei neo maggiorenni al fine di promuovere la diffusione di attività culturali, consentendo l’acquisto gratuito di libri ed altri beni di interesse culturale compresi i biglietti per mostre, concerti e altri spettacoli. I beneficiari hanno diritto ad ottenere un contributo economico sotto forma di carta elettronica dell’importo
nominale massimo di 500 euro".

"L’attività investigativa - spiegano dalla Finanza - avrebbe fatto emergere come l’indagato, tra il gennaio 2017 e novembre 2021, attraverso artifizi contabili e false attestazioni fosse riuscito a ottenere illecitamente il rimborso del costo dei beni solo fittiziamente ceduti a fruitori del bonus per un ammontare pari a 470 mila euro".

In particolare, i militari del secondo Nucleo Operativo Metropolitano di Palermo, dopo aver raccolto le testimonianze di diversi giovani studenti risultanti beneficiari del sussidio, hanno acquisito numerosi elementi che hanno evidenziato come il titolare della libreria "sostituendosi agli studenti mediante l’utilizzo delle loro credenziali, avrebbe indotto in errore il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo riscuotendo indebitamente le somme connesse al voucher erogato dallo Stato per finalità esclusivamente culturali".

Sulla base delle risultanze investigative emerse nel corso delle indagini, il giudice ha emesso un decreto di sequestro preventivo d’urgenza finalizzato ad assicurare i beni di cui l’indagato ha la disponibilità per un ammontare di 470 mila pari al valore corrispondente al profitto del reato.

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