Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca Boccadifalco

A Boccadifalco il costone roccioso non è sicuro, avviso shock del Comune: "Pericolo di morte"

In una lettera recapitata ai residenti, l'ufficio di Protezione civile indica il "rischio molto elevato" di dissesto. Possibili "gravi lesioni alle persone fino alla perdita di vite umane". Petizione degli abitanti per "la messa in sicurezza" della montagna. Arcuri: "Rischi già noti, Comune non ha competenza"

Uno scorcio di Boccadifalco

Pericolo di morte. Non usa giri di parole il Comune che, in un avviso inviato già lo scorso marzo a centinaia di cittadini residenti nel quartiere di Boccadifalco, mette in guardia da possibili rischi "per l'incolumità delle persone" che abitano sotto il costone roccioso. Nell'avviso shock viene indicato un codice alfanumerico: "R4", che indica il "rischio molto elevato" di dissesto del territorio. Ovvero "gravi refluenze per l'incolumità delle persone: gravi lesioni alle persone fino alla perdita di vite umane oltre che danni funzionali o gravi agli edifici, infastrutture alle attività economiche e al patrimonio ambientale". 

Tutto è stato messo nero su bianco nella lettera inviata ai residenti, tecnicamente "un intervento di mitigazione del richio non strutturale, ma di consapevolezza del rischio attraverso attività d'informazione alla cittadinanza". L'amministrazione, che cita studi effettuati dall'assessorato regionale Territorio e Ambiente "nell'ultimo decennio", scrive: "E' necessario che ella e i suoi familiari adottino modelli di comportamento che possano fare diminuire drasticamente il rischio per l'incolumità delle persone pur non potendo contestualmente salvaguardare i manufatti".

Un gruppo di cittadini ha firmato una petizione per chiedere al Comune e alla Protezione civile interventi per "la messa in sicurezza del costone". Frattanto, Sergio Maneri - il dirigente che ha firmato l'avviso - suggerisce ai cittadini comportamenti e prescrizioni da rispettare: "Non utilizzare come camere da letto le stanze esposte sul versante di monte", e "in caso di rumore violento proveniente da monte solitamente si hanno a disposizione alcuni secondi utili per mettersi al riparo. Pertanto se si è all'aperto, mettersi al sicuro dietro pareti che possano proteggere dalle schegge provocate dall'impatto col suolo dell'elemento in fase di crollo, e se si è in casa allontanarsi dalle stanze di monte per rifugiarsi nelle stanze lato valle,maggiormente protette. Alla presenza di eventi pluviometrici intensi accompagnati da fulmini ed elevata ventosità si consiglia di abbandonare i vani a ridosso del costone roccioso e a non transitare nei terrazzi, balconi ed aree esterne prospicienti il versante roccioso".

Viene inoltre evocato il "presagio per un incipiente crollo", tant'è che il Comune consiglia "al manifestarsi di ogni evento" di "mettersi al riparo e possibilmente abbandonare la zona,dando avviso alle autorità preposte". E' poi fatto "obbligo giuridico e morale - avverte il dirigente comunale - che ella e i suoi familiari adottino le precauzioni e informino chiunque risieda, sia abitualmente che occasionalmente nell'abitazione che occupa. Quando si assiste a un evento di crollo segnalarlo alle autorità per effettuare le necessarie verifiche circa il rischio residuale derivante dall'evento, per l'adozione di opportuni provvedimenti anche di limitazione dell'area".

L'assessore comunale con delega alla Protezione civile Emilio Arcuri fa sapere a PalermoToday che "rimuovere le condizioni di pericolo della montagna non è competenza del Comune". Poi ricorda: "Non è una novità, chi abita a Boccadifalco è perfettamente a conoscenza di questi rischi".

In serata viene anche diffusa da Palazzo delle Aquile una nota ufficiale in cui si spiega che "La comunicazione ai cittadini e ai residenti che gravitano nelle aree a rischio 'R4 del PAI' costituiscono uno strumento essenziale per la tutela dal rischio gravante nell’area per persone e cose per persone e cose. È una normale attività dell’ufficio di Protezione civile che, anche per altre aree del territorio comunale, quali ad esempio, monte Gallo e Monte Pellegrino negli anni 2016 e 2017, ove sono stati apposti dei cartelli monitori e informata la popolazione. L’attività di informazione dei cittadini è stata svolta in piena coerenza con le linee guida emanate dal D.R.P.C. (Dipartimento regionale Protezione Civile), negli anni 2007 e 2010. Per l’area di Boccadifalco - si legge ancora - l’amministrazione comunale ha già realizzato opere per la mitigazione del rischio dovuto a frane da crollo di elementi rocciosi per un importo di 4,3 milioni di euro –lavoro ultimato e in fase di collaudo-, coprendo buona parte del territorio interessato e impegnerà risorse, tramite il Piano di Sviluppo per la Città di Palermo, che saranno  gestite dal commissario straordinario delegato per gli interventi per il rischio idrogeologico. Tale intervento di completamento per la mitigazione del rischio ha un importo di 3,7 milioni di euro. Circa 35 milioni di euro, sempre attraverso il patto per lo sviluppo e tramite il Commissario straordinario sono destinati alla restante parte del territorio comunale. Altri interventi per un importo pari a 58 milioni di euro, inseriti nella piattaforma R.e.n.d.i.s (Repertorio nazionale degli interventi per la difesa del suolo) sono in attesa di finanziamento".

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