Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca

Blocco del Superbonus, l'allarme del sindacato: "Diecimila palermitani rischiano il posto di lavoro"

Ad affermarlo il segretario della Feneal Uil Tirrenica Messina-Palermo, Pasquale De Vardo: "Pronti alla mobilitazione". Delle 372.303 asseverazioni depositate entro il 31 gennaio scorso - con una spesa a carico del Governo pari a a 71,7 miliardi di euro - solo l'1,7% arriva dalla Sicilia

Il blocco della cessione dei crediti e dello sconto in fattura sul Superbonus potrebbe mettere a rischio il posto di lavoro di circa 10 mila palermitani. A lanciare l'allarme è il segretario della Feneal Uil Tirrenica, Pasquale De Vardo: "E' un provvedimento assurdo e inaccettabile. Il Governo rischia di rispedire il paese agli anni più bui della crisi economica", Sono oltre 3 mila le imprese operanti nel settore dell’edilizia privata che, secondo il sindacato, saranno costrette a dichiarare il fallimento.

"Metteremo in campo tutte le azioni necessarie di lotta e mobilitazione - continua De Vardo - perché il rischio di recessione è quanto mai concreto, con un effetto deflagrante sul settore delle costruzioni e su tutto l’indotto, soprattutto alle nostre latitudini. Con questo decreto si dichiara definitivamente la catastrofe economica ed occupazionale del Sud, ed in particolare delle imprese della nostra provincia che, sulla rigenerazione immobiliare, attraverso i bonus avevano puntato tantissimo".

La decisione del Governo

A bloccare la cessione dei crediti e dello sconto in fattura sul Superbonus è stato un decreto del governo Meloni che ha invertito la rotta in relazione alla misura con cui lo Stato, negli ultimi anni, ha finanziato i lavori di ristrutturazione con l'obiettivo primario di migliorare l'efficienza energetica di migliaia di edifici. Non si fa più credito per fermare "una situazione fuori controllo" e per "bloccare gli effetti di una politica scellerata", sostiene l'esecutivo. Da adesso in poi, i nuovi lavori si potranno eseguire solo a proprie spese, provvedendo poi alla detrazione fiscale nella dichiarazione dei redditi, e pagando meno tasse nei 5 anni successivi.

Il governo, intanto, ha convocato lunedì a Palazzo Chigi banche e associazioni di categoria interessate dalle norme che bloccano la cessione dei crediti dei bonus edilizi. Si valutano eventuali modifiche e si cerca un compromesso. "A ogni italiano il Superbonus è costato 2 mila euro. Quando spende lo Stato non è nulla gratis. Il costo totale dei crediti del superbonus attualmente è di 105 miliardi di euro", ha detto oggi Giorgia Meloni nella sua rubrica social "Appunti di Giorgia". "Ora dobbiamo cercare soluzioni per evitare il tracollo di migliaia di aziende. E dobbiamo difendere il bilancio pubblico", ha assicurato la presidente del Consiglio.

Fratoianni: "Hanno cambiato idea in pochi mesi"

"Anche sulla vicenda Superbonus accade che, per l’ennesima volta, il governo fa più o meno il contrario di quello che peraltro la leader della coalizione di governo annunciava solo qualche mese fa, durante la campagna elettorale quando prometteva ai quattro venti che avrebbero difeso i diritti di imprese e cittadini”, afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, parlamentare dell’Alleanza Verdi Sinistra. “Sta insorgendo un mondo largo fatto di imprese, di associazioni, di sindacati perché questo provvedimento creerà problemi oggettivi e pesanti, e il governo Meloni lo dovrà cambiare. La destra al Governo ha uno strano modo di procedere: prima fanno lo show e poi aprono i tavoli di confronto".

Faraone: "Salvarlo per iniziative sociali 

"Con la scriteriata gestione del suberbonus, rischiano di rimetterci tutte quelle iniziative sociali che avevano puntato su questo strumento per far crescere la loro attività e ora, a causa dei costi dei lavori, rischiano di sparire". Lo dichiara Davide Faraone, deputato di Azione-Italia Viva. "In queste ore si moltiplicano le segnalazioni di strutture con finalità sociali - prosegue - che, dopo aver deciso di investire far crescere la loro attività, sono state messe in ginocchio dall'interruzione del superbonus. Penso ad esempio alla cooperativa Etnos che si dedica all'inclusione di persone con disabilità che voleva realizzare una struttura sul 'Dopo di noi' col 110% e adesso rischia di fallire, o il Centro Padre Nostro a Brancaccio di Palermo, che accoglie ex detenuti e madri vittime di violenza con i loro figli. Anche in questo caso si era investito tutto su interventi edilizi legati ai bonus e adesso sono ci si trova guai. Bisogna che il governo si faccia subito carico di questo tipo di situazioni evitando che lo stop alla cessione del credito si traduca nella scomparsa di realtà fondamentali per la vita delle persone più fragili. Non possono essere quest'utime a pagare la responsabilità di chi ha truffato e di chi non ha saputo controllare", conclude Faraone.

I dati del Superbonus: una spesa da 71,7 miliardi

Ma qual è il bilancio sul superbonus fino a questo momento? A fronte di 372.303 asseverazioni depositate entro il 31 gennaio scorso, con il cosiddetto 110% lo Stato, come rilevato dall'ufficio studi della Cgia (l'associazione artigiani e piccole imprese di Mestre), dovrà farsi carico di una spesa di 71,7 miliardi di euro. Una spesa che graverà sulle spalle degli italiani, come ha fatto notare il ministro dell'economia Giancarlo Giorgetti. L'istituto ha ipotizzato che finora questa misura abbia interessato solo il 3,1% del totale degli immobili ad uso abitativo, ricordando che in Italia sono presenti quasi 12,2 milioni di edifici residenziali. In sostanza, avendo dato la possibilità ai proprietari di riqualificare queste unità abitative con la detrazione fiscale del 110%, lo Stato si è addossato un costo pari a 71,7 miliardi di euro per migliorare l'efficienza energetica di una quota ridottissima di edifici presenti nel Paese.

Chi ne ha usufruito di più

A livello regionale è il Veneto ad aver registrato il ricorso più numeroso al Superbonus sugli edifici residenziali esistenti, con 46.447 asseverazioni, e un'incidenza del 4,4%. Seguono Toscana (4%) e Lombardia (3,9%). Le regioni meno coinvolte sono invece Calabria, Valle d'Aosta e Liguria, tutte con un'incidenza del 2%, insieme alla Sicilia che chiude la graduatoria con l'1,7%. L'importo medio delle detrazioni a fine lavori previsto è pari a 192.756 euro per edificio. I picchi massimi sono in Campania (247.337 euro), Basilicata (254.090 euro) e Valle d'Aosta (267.698 euro). Chiudono la graduatoria Friuli Venezia Giulia (152.056 euro), Toscana (151.206) e Veneto (150.906 euro).

"Questo blocco - continua De Vardo - va per altro esattamente contro a quello che prevede l’Europa che, con l’ultimo aggiornamento della direttiva sul rendimento energetico degli edifici, ha chiesto a tutti gli stati membri di arrivare al 2050 con un parco edifici ad emissioni zero per non parlare dell’esigenza di adeguamento sismico e di messa in sicurezza del nostro patrimonio edilizio. Si rischia di perdere la più grande opportunità di rigenerazione delle aree ad interesse sismico, cioè di tutta la penisola, proprio a pochi giorni della catastrofe sismica avvenuta in Turchia, che dovrebbe far riflettere sulla necessità - conclude il segretario di investimenti sulla questione sismica. Bisogna mettere in sicurezza ogni edificio, pubblico e privato".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Blocco del Superbonus, l'allarme del sindacato: "Diecimila palermitani rischiano il posto di lavoro"
PalermoToday è in caricamento