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Il pronto soccorso dell'ospedale Civico

Il pronto soccorso dell'ospedale Civico

Pazienti nei corridoi al Civico, dopo il blitz dei Nas la dirigenza corre ai ripari

Al pronto soccorso i carabinieri hanno trovato nell’area triage - lungo i corridoi - 27 pazienti in barella e 20 in poltrona. I vertici hanno così deciso di riaprire un'area con 14 posti letto e "spostare" 4 medici dai reparti

Caos al pronto soccorso del Civico e pazienti nei corridoi, la dirigenza correi ai ripari chiamando medici dagli altri reparti. Dopo il blitz dei carabinieri del Nas in ospedale volto a verificare le condizioni di sicurezza dei degenti i vertici dell’Arnas Civico, trovandosi costretti a dare risposte entro 24 ore dall’ispezione, hanno riaperto temporaneamente un’area con 14 posti letto e “dirottato” quattro professionisti di Medicina interna, uno di Endoscopia digestiva, uno di Endoscopia bronchiale e tre di Cardiologia. “Praticamente vengono depotenziati - attacca il sindacato Cimo - i reparti che dovrebbero essere potenziati per fornire posti letto al pronto soccorso”.

I carabinieri, dopo i fatti che hanno travolto il Santa Maria di Nola dove i pazienti venivano curati anche a terra, hanno avviato una serie di ispezioni. Al pronto soccorso del Civico i militari hanno trovato nell’area triage, lungo i corridoi, 27 pazienti in barella e 20 in poltrona, già visitati e in attesa di essere indirizzati al ricovero, a ulteriore periodo di osservazione o dimessi. I Nas hanno inoltre accertato che l’area al piano terra adibita a “Osservazione temporanea” attrezzata è stata dismessa a seguito dei lavori di ampliamento. Così la direzione sanitaria, trovandosi a dovere rispondere di questa circostanza, ha fatto leva sul “picco influenzale con un iper afflusso di pazienti al pronto soccorso”.

I dirigenti del Civico hanno quindi firmato una serie di atti interni e ordini di servizio chiedendo ai medici di “coprire un turno” (non meglio definito) al pronto soccorso. “Il rischio - spiegano alcuni medici - è che si adottino soluzioni che, ancorché straordinarie e di emergenza, si risolvano in uno spostamento del problema. In altre parole barelle dislocate in aree di degenza improvvisate”. E così di fatto è andata. Per i sindacati Cgil Medici, Cimo, Anaao e Cisl Medici, che hanno firmato una nota congiunta, la situazione era ampiamente prevedibile e il problema sarebbe legato alla governance complessiva dell’ospedale.

“Appaiono nudi davanti alle proprie responsabilità e non trovano di meglio - scrivono dal Cimo - che giocare allo scaricabarile colpendo i medici e confondendo cause ed effetti, responsabilità cliniche e gestionali, potere di organizzazione e compiti amministrativi, cercando di coprire con una foglia di fico la nudità della loro azione di governo sanitario. Cercano di mettere una pezza che risulta peggiore dello strappo da loro creato in quasi due anni di gestione”. Ma l’attacco del Cimo non finisce qui: “Già da luglio, in un documento, abbiamo dimostrato come sia peggiorata l’area di emergenza, con tempi di attesa che si vanno allungando sempre di più”.

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